AS Roma

Mourinho ricorda: "Roma il posto più bello. E i tifosi giallorossi non vanno toccati"

L'ex tecnico giallorosso a Il Giornale: "Non ho mai sentito un ambiente così incredibile in una squadra di calcio. La festa per la Conference è stata pazzesca"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
29 Aprile 2026 - 08:16

José Mourinho ha rilasciato un'intervista a Il Giornale, in cui ha raccontato la sua carriera e gli anni trascorsi sulla panchina della Roma. Ecco le parole dello Special One.

Il calcio italiano è ancora nella bufera.

"In realtà io credo che il calcio italiano non sia diverso dagli altri, solo che qui ciclicamente si riesce a investigare e fare pulizia".

Però siamo di nuovo fuori dai Mondiali.

"Quella è un'altra cosa. Qualcuno mi ha chiesto se allenerei la vostra Nazionale: la mia risposta è che non avete bisogno di un tecnico straniero. Avete Allegri, Conte e ne potrei citare altri 5 o 6, non è questo il punto. Vi faccio l'esempio del Portogallo: molte persone si chiedono perché un Paese di 10 milioni di abitanti riesca ad andare ai Mondiali e ad avere tanti giocatori così bravi. La risposta è: venite a vedere come vengono organizzati i tornei giovanili, quali sono le condizioni in quelle squadre. Basta questo per capire e, magari, copiare".

Perché a Roma è così difficile vincere?

"Non so: per me Roma è stato il posto più bello della mia carriera. Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio, l'Olimpico sempre pieno, quello che la gente sente per i giocatori. Il livello di esigenza è alto? Non è un dramma, perché poi quando abbiamo vinto la Conference la festa è stata pazzesca: nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così. Ma la mia Roma è finita".

Perché?

"Non voglio dire altro. Anzi, una cosa: nessuno se la prenda coi tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. I tifosi giallorossi  sono quelli che aiutano la squadra, nessuno li deve toccare".

Mourinho a SportMediaset

Sul caos arbitri?

"Mi sono fatto un'idea ma a me non piace fare colpevoli prima che la giustizia si esprima. In Portogallo si dice che non c'è il fumo senza il fuoco, però... speriamo. Io ho fatto battaglie più contro il sistema che contro gli arbitri".

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