Per le lacrime di Gasperini, per l’onore della Roma
Una finale anticipata per continuare a sperare nella Champions
(GETTY IMAGES)
Con quell’immagine che fa fatica a dissolversi dall’anima - Gasperini, che dopo una conferenza stampa assai difficile dal punto di vista personale accenna alle grandi capacità dell’Atalanta ai tempi in cui veniva gestita da Antonio Percassi, e allora viene sopraffatto dall’emozione per tutto il conforto che quest’anno non ha avuto, non riesce più a parlare e con gli occhi gonfi di lacrime lascia il banco della sala stampa, quasi spacca la porta che lo riporta verso l’altra parte della sede e scompare all’orizzonte con la testa piena di pensieri confusi, dei rimproveri di Ranieri, dei silenzi dei Friedkin, delle infamie dei miseri fomentatori nascosti nel web o nelle redazioni, degli amici e dei familiari che lo hanno sostenuto in questi mesi, delle insidie di un percorso (auto)minato, e di quanto sarebbe bello se lo si lasciasse libero di lavorare - tocca pensare al calendario e alle partite che mancano per completarlo, a cominciare dalla sfida di questa sera (arriva l’Atalanta nell’Olimpico stracolmo, calcio d’inizio ore 20,45, telecronaca a scelta tra Sky e Dazn, radiocronaca obbligatoria su Radio Romanista). L’avversario più difficile nel momento più complicato. Basta vedere le due panchine per capire la differenza che oggi c’è nei due organici.
Non c’è una persona in Italia che conosca meglio l’Atalanta di Gian Piero Gasperini ed è per questo che la teme, sa che è una partita molto complicata, teme che tutto quello che ha insegnato a quei ragazzi, nei nove anni di Bergamo, stasera gli si possa ritorcere contro in questa sorta di finale anticipata in cui la sconfitta sancirà la prima eliminata nella corsa alla Champions League, mentre chi vince potrà continuare a sperare almeno per altre cinque giornate. Il regalo del Sassuolo con il Como è stato indubbiamente inatteso, ma era anche inevitabile che dopo quella lunga serie di risultati positivi qualcosa andasse storto alla banda di Fabregas, così come prima o poi qualcosa dovrà andare dritto anche oltre i meriti alla banda di Gasperini, un gruppo di uomini che non si tirano mai indietro, molti dei quali oggi prima di dare la disponibilità a restare alla Roma sono in attesa di capire se il loro allenatore troverà un compromesso per onorare il contratto triennale che lo ha legato a questa città.
I bookmakers, che per lavoro fiutano l’aria e non si fanno certo condizionare da sentimentalismi di sorta, prevedono grande equilibrio. C’è poca differenza tra la media delle quote per la vittoria della Roma (2,50) e la media delle quote per la vittoria dell’Atalanta (2,90). I precedenti non sono incoraggianti, soprattutto quelli dell’era Gasperini, uno che quando stava su quella panchina lasciava ai giallorossi soltanto le briciole. Mourinho era la sua Kryptonite. Tutti gli altri hanno collezionato quasi sempre brutte figure, compreso Ranieri che l’anno scorso ha fermato la sua corsa proprio a Bergamo, lasciando ancora una volta la Champions a loro. Sarà anche un bel confronto tra il maestro e uno dei suoi allievi, Palladino, uno che non ha mai avuto l’umiltà né da giocatore né da allenatore per apprezzare fino in fondo la grandezza di chi aveva di fronte. Se ne uscì male con Mourinho, se n’è uscito male con Gasperini a gennaio, nella sfida d’andata. Ieri Gasp ha signorilmente sorvolato, portato lontano da quei pensieri già descritti. Ma cova anche questa vendetta.
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