Di Francesco alla Roma, tre atti d'amore tra sogni compiuti e altri sfiorati
Con lui lo Scudetto nel 2001, la «Romantada» sul Barça e l’ultima qualificazione in Champions League. Dopo le retrocessioni con Frosinone e Venezia ora vuole la salvezza
(GETTY IMAGES)
Chi lo sa se, sintonizzato davanti alla tv per guardare Roma-Bologna giovedì, ci sarà stato anche Eusebio Di Francesco. Chi lo sa se, oltre a studiare i giallorossi, prossimi avversari del suo Lecce, il tecnico non avrà avuto un minimo di nostalgia guardando il cammino europeo della sua ex squadra interrompersi, e magari ripensando alla sua Roma, e alla sua cavalcata europea in Champions League. Nessun paragone con Gasperini, ci mancherebbe: il confronto tra le rose allenate dai due è impietoso. La semifinale di Champions del 2018 ha però cambiato la storia recente del club in Europa (3 semifinali prima, ben 4 dopo) ed è anche e soprattutto il punto più alto di un legame che partì 21 anni prima, quando nell’estate del 1997 Eusebio arrivò per la prima volta nella Capitale.
Non ancora allenatore, ma centrocampista generoso e duttile (talvolta impiegato anche come esterno a destra), Di Francesco viene acquistato dal Vicenza e debutta da titolare in giallorosso il 31 agosto, nella trasferta vinta a Empoli per 3-1. Tre giorni dopo ecco il primo gol, in Coppa Italia contro il Verona all’Olimpico. È l’inizio di una storia che vede DiFra affermarsi tra i giocatori più importanti in rosa: 38 presenze, tra campionato e coppe, al suo primo anno, ben 41 l’anno successivo e l’anno dopo ancora. La Roma nel frattempo passa da Zeman a Capello e costruisce una rosa che, come è noto ma sempre bello da ricordare, vincerà lo Scudetto nel 2001. Di Francesco si laurea Campione d’Italia ma scende in campo solo in 6 partite (di cui 5 in Serie A), e a fine stagione, a 32 anni da compiere, fa ritorno al Piacenza.
Dopo il ritiro nel 2005 riparte proprio da Roma: il 29 luglio diventa team manager dei giallorossi, che dopo aver sfiorato la Serie B l’anno precedente, si preparavano ad un nuovo progetto tecnico con Spalletti. In quell’anno (lascerà il 31 luglio 2006) Eusebio studia dal tecnico toscano, e non è forse un caso che la sua terza - e ultima - esperienza in giallorosso lo veda prendere il posto proprio di Luciano, in panchina, nel 2017. Eusebio torna per la seconda volta alla Roma dopo un cammino che lo vede allenare Virtus Lanciano, Pescara, Lecce e ovviamente Sassuolo. In neroverde si mette in mostra come uno dei tecnici più promettenti del panorama calcistico italiano, capace di portare il club per la prima volta in Serie A, quindi di salvarlo, conducendolo infine al 6° posto nel 2016 che vale il debutto in Europa League. Chiamato a guidare la prima Roma dopo Totti, Eusebio si trova a lavorare con Monchi, arrivato come uno dei dirigenti più vincenti del calcio europeo, giunto per risanare i conti del club. Nell’estate 2017 la Roma cede Salah, Rudiger e Paredes; tra gli arrivi si segnalano Kolarov, Under e infine l’acquisto a suon di milioni di Patrik Schick. Il 24 agosto la Roma finisce nel girone di Champions League con l’Atletico Madrid, semifinalista in 3 delle precedenti 4 edizioni, e il Chelsea, campione d’Inghilterra. I giallorossi vincono incredibilmente il girone, superano lo Shakhtar agli ottavi e ai quarti ribaltano il Barcellona, con l’indimenticabile 3-0 del 10 aprile 2018 che valse la semifinale, poi persa contro il Liverpool tra rimpianti e polemiche. Oltre al risultato incredibile in campo europeo, Di Francesco ha il merito di aver scoperto Alisson tra i pali e aver confermato il posto in Champions, grazie al 3° posto raggiunto con 77 punti.
Nell’estate del 2018, Monchi decide di liberarsi a cuor leggero di Nainggolan, Alisson e Strootman: nella Capitale arrivano giocatori inadatti al 4-3-3 del tecnico, come Nzonzi e Pastore. Il fallimento annunciato di quella stagione porta all’esonero del 7 marzo 2019, dopo le sconfitte contro la Lazio (unica in 4 derby, di cui 2 vinti), e il Porto in Champions, ad oggi l’ultima partita della Roma nella competizione. L’esperienza di Di Francesco sulla panchina della Roma, la seconda più lunga dopo quella al Sassuolo, si chiude con 87 partite, di cui 46 vinte, 18 pareggiate e 23 sconfitte, grazie a 151 gol fatti e 104 subiti.
DiFra viene poi esonerato nello stesso anno dalla Sampdoria (dopo appena 7 giornate) dopodiché da Cagliari e Verona. Negli ultimi due campionati le retrocessioni, pur non demeritando, con Frosinone e Venezia, quindi il nuovo matrimonio con il Lecce. Tra esoneri precoci e stadi chiusi a causa Covid, è con la formazione laziale che, a settembre 2023, Eusebio ritrova la Sud da avversario, accolto dagli applausi dell’Olimpico. La gara, persa 2-0 è uno dei 15 precedenti contro la Roma, nessuno di questi vinto dal tecnico. Storia di un legame intenso, solido, ma che Di Francesco dovrà mettere in qualche modo da parte, a partire da oggi, per inseguire la salvezza con il suo Lecce.
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