Non è ancora smaltita la delusione per il pareggio maturato nei minuti finali a Marassi contro il Genoa di Prandelli. La squadra giallorossa, dopo un giorno di riposo post gara, riprende oggi a lavorare a Trigoria agli ordini del tecnico Ranieri. Già dalle dichiarazioni del dopo partita è sembrato chiaro che l'allenatore aggiusta-tutto non vuole sentir parlare del passato e il risultato e la prestazione della squadra in occasione della partita che avrebbe tenuto agganciata al treno Champions la Roma, benché saranno attentamente analizzati i pregi, pochi, e i difetti, tanti, appartengono al passato.

Un passato che purtroppo condiziona parecchio il futuro, perché per raggiungere l'ultimo obiettivo stagionale rimasto, cioè il quarto posto, occorrerà sperare in un miracolo. E soprattutto bisognerà sperare nelle disgrazie altrui, per altro relativamente improbabili. Perché l'Inter, che è a +4 sulla Roma e occupa la terza posizione in classifica, deve commettere un harakiri che sfiora l'impossibile: dopo l'impegno tutt'altro che proibitivo con il Chievo in casa deve andare a Napoli, è vero, ma avrà l'Empoli (che potrebbe impensierirla semmai solo nel caso in cui fosse ancora in lizza per restare in Serie A) a San Siro all'ultima giornata. E perché l'Atalanta, visti gli scontri diretti, dovrebbe essere scavalcata completamente dalla Roma. La squadra di Gasperini se la vedrà col Genoa che ha appena fermato la Roma sabato alle 15. I tifosi romanisti sperano che i nerazzurri siano distratti dall'impegno che avranno il 15 all'Olimpico in finale di Coppa Italia e, un minimo, anche nel fattore casa che mancherà, perché anche se da calendario l'Atalanta giocherà col Genoa in casa, la partita si disputerà a Reggio Emilia per via dei lavori del nuovo stadio dei bergamaschi. Contemporaneamente la Roma dovrà battere la Juve, che la settimana dopo ospiterà proprio la banda Gasp, mentre i giallorossi sfideranno in trasferta il Sassuolo. Roma e Atalanta, in sostanza, si scambieranno gli avversari, il Sassuolo e il suo stadio, il Mapei di Reggio Emilia, sarà l'altro ago della bilancia, dunque.

Ma quanti calcoli! Troppi. Quelli che non vuole fare ma è costretto a fare Claudio Ranieri. Che sa benissimo che per raggiungere gli obiettivi la prima cosa da fare è pensare a fare il proprio dovere. Cosa che non è stata fatta del tutto a Genova e che porta la Roma oggi a dipendere dagli altri e che dovrà invece essere perseguita d'ora in poi e per tre settimane.

Il lavoro, quindi, a Trigoria riprenderà da Ranieri, da El Shaarawy e dalle loro parole di speranza, anche se ridotta al lumicino. Ma soprattutto da Daniele De Rossi, che secondo quanto annunciato dal tecnico di San Saba a fine partita riprenderà il lavoro con i compagni. Daniele è out da metà aprile a causa del problema al bicipite femorale destro riportato durante Roma-Udinese, proprio qualche secondo prima che Dzeko, al 70', infilasse in porta la palla di un 1-0 importantissimo contro i bianconeri. Per il Capitano si era paventata in quei giorni la possibilità di rientrare con il Genoa, ma non si è forzato. Ora essere tra i convocati con la Juve è un'opzione più concreta. Da un capitano all'altro, al centro tecnico Fulvio Bernardini si valuteranno le condizioni di Florenzi, che è dovuto uscire anzitempo dal campo al Ferraris per un problema (neanche a dirlo) muscolare alla coscia destra.