Salvate il "Nocciolinaro", questo l'appello lanciato dal popolo dell'Olimpico dopo la notizia dell'impossibilità per lo storico venditore di continuare il mestiere che l'ha reso parte integrante degli spalti. Generazioni intere di romanisti e non, infatti, sono cresciute osservando l'uomo con i baffi muoversi sui gradoni tra un lancio di fusaie e lupini e una presa al volo di monete, una banconota conservata nel calzino, battute e risate a crepapelle. La notizia del "Nocciolinaro" in lacrime prima di Roma-Udinese, complice il negato accesso per mancanza della licenza, ha attirato l'attenzione di tutti diventando la tematica più discussa della giornata di oggi. Troppi i ricordi di chi, di domenica in domenica, ha incrociato sulla propria strada l'uomo minuto ma muscoloso con la maglietta arrotolata a mo' di canotta anche negli inverni più rigidi. La stessa mobilitazione che, anni or sono, si era scatenata a causa della fake news della scomparsa prematura del "Nocciolinaro" che, rientrato sugli spalti dopo un'assenza causa malattia, aveva salutato chi si era interrogato sulla presunta morte con fare sornione e con l'indice e il mignolo sollevati come scaramanzia impone.

Di lui d'altronde tutti conoscono il volto e le capacità, dallo scendere all'indietro gli scalini nonostante la mole di noccioline e fusaie alla perfezione nel lancio quanto della battuta rapida. Nessuno o quasi il nome, il cognome né tantomeno l'età e il luogo in cui vive. Alcuni, pochi, questo segreto se lo terranno stretto per anni. Sull'argomento infine si è espresso anche Diego Nepi, direttore per la gestione dello Stadio Olimpico del Coni, che ha rilasciato alcune dichiarazioni al portale Siamolaroma.it. «Mi faccio carico di trovare una soluzione, è una figura iconica. Non possiamo permettere che dei simboli così importanti vengano cancellati». Dichiarazioni che sembrano così aprire ad una risoluzione imminente del "caso Nocciolinaro", con tantissimi tifosi romanisti che si augurano vivamente di poterlo trovare al suo posto quando torneranno a varcare i tornelli dell'Olimpico. Quello stadio dove, da decenni, son soliti assistere alle salite e alle discese dell'uomo con i baffi invocato da tutti al grido: "Nocciolina!".