È quasi ora di cena, quando nelle case dei pochissimi romani indifferenti entra un boato che sembra provenire dal cuore stesso della città. Nasce dall'Olimpico, prosegue nei palazzi di Testaccio e della Garbatella, si rinforza negli appartamenti di Trastevere, San Lorenzo: tutta Roma è unita in quel grido di gioia.

È un sabato sera, quel 27 marzo 2010, quando Luca Toni porta in vantaggio la Roma di Claudio Ranieri sull'Inter. Sotto la Curva Sud, il centravanti arpiona un tiro-cross di Taddei e lo gira in porta, beffando Julio Cesar. Un gol da predatore dell'area di rigore, celebrato con la consueta mano all'orecchio e con la corsa sotto il settore più caldo del tifo romanista. È il gol che vale il 2-1 per noi e che ci porta a ridosso dei nerazzurri, primi in classifica; è il gol che sembra dire: «Oggi no, nun c'è trippa pe' gatti, oggi vinciamo noi». È il ventunesimo risultato utile consecutivo: Ranieri, che ha raccolto l'eredità del dimissionario Spalletti, trova la quadra dopo una partenza altalenante.

Siamo passati in vantaggio già nel primo tempo, con De Rossi che insacca approfittando di un'incertezza di Julio Cesar e bacia lo stemma che non a caso si trova proprio all'altezza del suo cuore. Ma nella ripresa Milito (in fuorigioco...) pareggia i conti. L'equilibrio dura poco, perché Luca Toni con quella zampata fa esplodere gli oltre sessantamila spettatori presenti: è la vittoria di tutto l'Olimpico, che segue la Sud e trascina letteralmente la squadra alla vittoria. Vinciamo tutti insieme, perfetti sconosciuti si abbracciano come amici di vecchia data, anzi, come fratelli. Miracoli che soltanto la Roma riesce a compiere.

«Mettete a sede', Mourinho mette a sede, mettete a sede'!», cantano tutti all'indirizzo dell'allenatore nerazzurro. Che, almeno per una volta, può solo incassare e portare a casa. Perché stavolta non c'è trippa per gatti, perché stavolta non possono fermarci. All'ultimo minuto di recupero Milito calcia da buona posizione: è un tiro a botta sicura, di quelli che ancor prima che partano sai già dove andranno a finire. Ma l'imprecazione si tramuta in un ulteriore grido di gioia, perché il pallone si stampa sul palo. È finita. Vinciamo noi. Totti, Vucinic e gli altri corrono a raccogliere l'applauso della Sud, protagonista del successo tanto quanto loro. Stavolta no, caro Mourinho: stavolta davvero non c'è trippa per gatti.