AS Roma

Nello spogliatoio della Roma ora è scoppiato il caso Karsdorp

"Non sei stato professionale, a gennaio trovati una squadra": sono le parole con cui Mourinho ha accusato un giocatore. Tutti gli indizi portano all’esterno olandese

Mourinho e Karsdorp a confronto

Mourinho e Karsdorp a confronto (As Roma via Getty Images)

PUBBLICATO DA Piero Torri
10 Novembre 2022 - 10:30

Tutti gli indizi portano a Rick Karsdorp. Se per i criminologi ne bastano tre per confezionare una prova, per dare un nome e un cognome al giocatore non professionale travolto dalle parole di Mourinho, ce ne sono almeno il triplo. Compresa anche qualche voce di dentro uno spogliatoio dove le urla del tecnico portoghese si sono sentite forti e chiare. "Non sei stato professionale, trovati una squadra per gennaio" ha urlato il tecnico, parole, comprese quelle sul mercato di gennaio, ribadite dopo qualche minuto anche davanti a microfoni e taccuini.

Sarebbe dunque l’orange il giocatore contro il quale lo Special One si è scagliato, prima privatamente nel chiuso dello spogliatoio al termine della partita e poi pubblicamente con alcune dichiarazioni ufficiali che, nonostante i capelli bianchi, non ci era mai capitato di sentire riferite a un calciatore, soprattutto al termine di una partita che si era chiusa soltanto da pochi minuti. 

Alla base dell’incazzatura simil Bodø (dopo il sei a uno), un precedente recentissimo e l’atteggiamento complessivo e specifico (in occasione del gol subito che è costato due punti pesantissimi per la classifica) che l’olandese ha avuto nella mezzora scarsa (compreso il recupero) giocata contro il Sassuolo. Ecco, forse il fatto di essere stato sistemato in panchina per far giocare Celik come titolare, al biondino deve aver dato fastidio. Elemento che è andato a sommarsi all’episodio avvenuto nel corso del derby di domenica scorsa. Ovvero quando al momento della sostituzione (diciottesimo del secondo tempo per far posto a El Shaarawy), il giocatore era andato dritto negli spogliatoi senza neppure voltarsi. Un atteggiamento che Mou alla vigilia del Sassuolo aveva minimizzato spiegando che l’olandese è sempre alle prese con qualche problemino fisico (al derby comunque dopo qualche minuto era ricomparso in campo, pare su sollecitazione di qualcuno).

Ma a tutto questo, il portoghese aveva dato un’importanza relativa (come certificato dalle parole di giustificazione). Però poi ieri, quando ha visto la sua squadra subire il gol del pareggio nato proprio sulla fascia dell’olandese che tutto è sembrato meno che attento su Laurentiè (il ragazzo francese comunque ci pare un bel giocatore) lasciato solo di volare verso la linea di fondo per mettere al centro il pallone per il pareggio di Pinamonti (giocatore dato in crisi, ovviamente si è risvegliato contro la Roma), lo Special One non ha avuto bisogno neppure di scrivere sul suo taccuino, rimandando al chiuso dello spogliatoi il suo atto d’accusa. Che, puntuale, è andato in onda, a caldo, sull’onda della delusione di una vittoria che sembrava ormai in tasca dopo la capocciata di Abraham. 

Che l’olandese non fosse sereno nel momento in cui è andato in campo, era già stato evidente (al gol del vantaggio non ha quasi festeggiato). Come, del resto, era stato certificato anche in precedenza, forse conseguenza dell’arrivo di Celik sulla sua stessa fascia, cosa che gli ha fatto capire che in questa stagione non avrebbe avuto una maglia da titolare garantita (e Mou non più tardi di qualche settimana fa, ci aveva spiegato che aveva alcuni giocatori che soffrivano la concorrenza interna). Ora il caso è scoppiato e ascoltate le parole che sono volate, ci sembra perlomeno difficile che possa rientrare. Karsdorp è sul mercato. Ma ha un contratto importante fino al 2025, non sarà semplice trovargli una squadra anche se con la Roma, Mou docet, di fatto ha chiuso.

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