Il profilo

Wijnaldum, tanti gol e affidabilità fisica: è l’uomo di Klopp

L'olandese è il primo nome sulla lista di José Mourinho per la mediana. Duttilità e qualità: l’allenatore dei Reds lo definì "il centrocampista perfetto"

Wijnaldum con la maglia del PSG

Wijnaldum con la maglia del PSG (GETTY IMAGES)

Matteo Vitale
24 Luglio 2022 - 11:00

Georginio Wijnaldum è tante cose: un capitano, il più giovane debuttante del Feyenoord (16 anni, 4 mesi e 28 giorni), un giocatore affidabile fisicamente e professionalmente (dalla stagione 16/17 ha saltato solo 13 partite per problemi fisici), con numeri da attaccante (109 gol) e da rifinitore (45 assist). Per usare le parole di Jurgen Klopp, che grazie al contributo dell’olandese ha alzato la Champions League al cielo, “Gini” è "il centrocampista perfetto. Ha tutto quello che ti serve". Se c’è un profilo di giocatore “box to box”, nonostante essendo nato nel 1990 (a Rotterdam, ma di origini surinamesi) non sia più un ragazzino, è proprio l’olandese. Gli inizi al Feyenoord, quando era poco più che un giovane da Primavera (secondo i canoni della Serie A), il trasferimento a 20 anni al PSV, dove dopo il ritiro di van Bommel e l’addio di Strootman (in direzione Trigoria) è stato promosso a capitano, responsabilità che lui ha festeggiato segnando ben 47 gol in quattro stagioni.

Poi arriva la chiamata dalla Premier League, prima dal Newcastle, che lo acquista quando sulle tracce dell’olandese c’era anche la Roma. In un anno con la maglia dei Magpies mette la palla in fondo al sacco per undici volte, mostrando dei picchi di rendimento che spingono il Liverpool ad acquistarlo nonostante la retrocessione della squadra allenata da Benitez, una delusione cocente per l’olandese: "La più grande delusione, volevo ottenere dei grandi risultati, invece è andato tutto nel verso sbagliato". Nel giro di poche gare diventa un titolarissimo, un leader e uno dei giocatori più importanti, come dimostrano i dati di utilizzo: in cinque stagioni il numero delle sue presenze si è sempre attestato attorno al 50.

La sua affidabilità fisica e la sua professionalità sono i suoi migliori biglietti da visita, a parte la capacità di fare gol da qualsiasi posizione e in qualsiasi modo (di destro, il suo piede, di sinistro e di testa, aspetto in cui è particolarmente dotato) e quella di essere un giocatore duttile e intelligente. Il giorno del suo addio dal Liverpool, Klopp si è lasciato andare a una descrizione che rende bene l’idea del motivo per cui Mourinho lo ha individuato come rinforzo per garantire un ulteriore salto di qualità alla squadra giallorossa: "È molto emozionante per me perché perdo un amico, è così. Chi lo vuole dovrebbe chiamarmi e chiedermi di lui, lo prenderebbero immediatamente. Non solo è sempre disponibile, il 90% delle volte ha giocato davvero davvero bene. Le persone potrebbero non rendersi conto di cosa io intenda per “bene”, perché a volte non è spettacolare, ma è arrivato da ragazzo che era un 10 offensivo, al Newcastle era un esterno e qui è diventato un centrocampista di controllo di questo livello, è un salto gigantesco che è possibile solo se si capisce il calcio, ma davvero, nel modo giusto".

Nella Roma di Mourinho, almeno stando alle prove tattiche di questo ritiro, andrebbe a prendere il ruolo di centrocampista al fianco di Matic, giocatore con caratteristiche più difensive e di regia. Un vero e proprio generale, che porterebbe nella Roma gol, esperienza e qualità umane, che sono sempre molto gradite dallo Special One e dalla tifoseria giallorossa. Curiosità: da giovane non voleva fare il calciatore, gli sarebbe piaciuto diventare un acrobata o ginnasta. Protagonista assoluto anche con la maglia dell’Olanda, con la quale ha giocato 86 partite e 26 gol, indossando anche lì la fascia da capitano. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags: