L'esterno

Da Bursa a Roma: ecco "Strong Turk" Celik

Cresciuto nel calcio turco prima dell’exploit da protagonista col Lille. Punto fermo della sua nazionale, porta a Trigoria attitudine difensiva e dedizione al lavoro

L'arrivo di Celik a Fiumicino, di Mancini

L'arrivo di Celik a Fiumicino, di Mancini

Matteo Vitale
06 Luglio 2022 - 11:00

Da un paio di stagioni il suo nome veniva accostato alla Roma, prima con Fonseca (poi la scelta cadde su Reynolds...), ora con Mourinho, che lo seguiva già ai tempi del Tottenham, a conferma dell’apprezzamento. Proprio con lo Special One sarà la volta buona per Mehmet Zeki Celik, terzino destro turco proveniente dal Lille, il cui acquisto è stato ufficializzato ieri mattina: indosserà la maglia numero 19. 

Nato a Bursa, la sua famiglia è originaria di Muş, è il più giovane di nove figli. Cresciuto sportivamente nel Bursaspor, con il quale però non esordisce né colleziona minuti: il debutto nel calcio dei grandi arriva con la maglia del Karacabey Belediyespor, nella stagione 2015-2016. Una prima stagione con i fiocchi, con ben 34 presenze all’attivo. Poi il passaggio all’Istanbulspor, con cui diventa “grande”: 69 presenze, 3 gol e 1 assist, ma soprattutto con questa maglia ottiene la convocazione in Nazionale, nonostante in quel momento militasse nella Serie B turca, con la cui maglia ha raggiunto quota trenta presenze. Poi il salto di qualità, passaggio al Lille, squadra che scommette su di lui investendo 2,5 milioni, dandogli subito grande spazio. Arriva il trofeo, la Ligue 1 della stagione 2020-2021, durante la quale il turco totalizza 35 presenze fra tutte le competizioni, contribuendo con 3 gol e 3 assist in campionato, ma anche a proteggere la porta difesa da Maignan, visto che la squadra ha subito soltanto 23 gol in 38 partite. È lui il nuovo colpo per Mourinho, che potrà finalmente contare su una nuova risorsa sulla fascia destra: Pinto mette così una mano definitiva a una corsia che negli ha visto entrare e uscire Bruno Peres, Reynolds, Santon e Maitland-Niles. 

Da un punto di vista dei numeri: Celik ha una media di due contrasti a partita, 1.3 passaggi intercettati per 90’, solo 0.8 dribbling subiti a gara. Rispetto a Karsdorp, lo scorso anno il terzino titolare della Roma e giocatore con cui  il turco dovrebbe giocarsi il posto, i numeri evidenziano una maggiore capacità difensiva da parte di Celik, ma dati più bassi per la creazione delle occasioni di gol (non va dimenticato il diverso modo di giocare delle due squadre). Difensivamente spicca il dato dei contrasti tentati e vinti, rispettivamente 76 e 49 del turco contro i 61 e 36 dell’olandese, ma anche 436 tentativi di pressing contro 333.

Il dato veramente interessante, però, è il numero di blocchi: 60 quelli di Celik (9 tiri e 51 passaggi), 29 quelli di Karsdorp (5 e 24), una caratteristica utile per una squadra di Mourinho. Da un punto di vista del possesso palla, spicca la grande differenza nella distanza progressiva percorsa alla al piede: 4051 del turco contro i 2745 dell’olandese. In quanto ad azioni da tiro, però, i numeri di Karsdorp sono migliori: 79 quelli di Rick (media di 2.47 a partita), 45 quelli di Celik (media di 1,50 a partita). A favore dell’olandese anche una maggior precisione nei passaggi nella media e nella lunga distanza, rispettivamente 86,8% e 66,5% contro 84,1% e 54%. Anche dal punto di vista degli xA i numeri sono a favore del terzino campione di Conference League: 4.9 per Karsdorp, 2.0 per Celik. Il terzino turco è sicuramente un esterno da difesa a 4, aggressivo e attento alla fase difensiva, bravo a inserirsi nelle linee di passaggio degli avversari: tutti motivi per cui non può stupire che piaccia a Mourinho.

Celik in giallorosso porterà attenzione e attitudine difensiva, fisicità, coraggio nella gestione del pallone, mentalità operaia e propensione al sacrificio, questi i sicuri punti di forza del giocatore che ha conquistato Tiago Pinto e Mourinho. Offensivamente parlando deve migliorare, ma è una cosa di cui è consapevole fin dai suoi inizi, come raccontò in un’intervista alla Federazione turca nel 2018: «Carenze? Non riesco a concludere quando sono in attacco, lavoro extra per questo, a fine allenamento mi fermo per i cross e i tiri. I miei compagni di squadra mi dicono di queste carenze, a volte mi arrabbio ma non posso farci niente perché è la verità. Lavoro ogni giorno di più per raggiungere i miei obiettivi».  

Tra dieta e lavoro

È uno stakanovista, come rivelato dal suo ex allenatore Yalçın Koşkavak: «Non ha mai smesso di lavorare come i suoi compagni anche quando aveva bisogno di coltivare la sua vita sociale. A volte ho dovuto forzarlo a uscire, lui mi diceva che doveva lavorare...è un calciatore davvero molto professionale». Non solo: Çelik è anche molto attento alla dieta e al suo fisico, come raccontato ad asistanaliz.com in passato: «Sono stato molto attento alla mia dieta. L’essenza di questo lavoro è lavorare, sono arrivato qui facendo questo. Se vuoi fare il calciatore devi isolarti un po’ di più dall’altra vita, devi prestare più attenzione alle ore di sonno, al cibo e al lavoro».

Nel tempo libero guarda molte partite per innalzare il suo livello e per seguire calciatori da cui prendere esempio: «Guardo le partite per migliorarmi, sia le mie sia quelle di chi gioca nella mia zona, seguo tutti i migliori terzini destri al mondo, cerco sempre di migliorarmi come conoscenze del gioco quando mi alleno». Il suo soprannome al Lille era “Strong Turk”, per via del suo carattere forte e determinato, «sanno che non ci arrendiamo mai», ha detto parlando dei turchi. Ultima curiosità: per migliorare il suo inglese e per migliorare sé stesso in generale (cosa che cerca di fare sempre, in campo e fuori) ha guardato i Pokémon: «Sono tornato alla mia infanzia».

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