Com'è fatta la sede

I locali rispettano la tradizione di un edificio ispirato al razionalismo e neoclassicismo italiano, ma allo stesso tempo sono ultramoderni. Marmo, travertino e ottone. Giallo e rosso. Roma. Salendo le scale, s'incontrano immagini di calciatori del passato il cui volto però è appena accennato. Non per il giochino "lo riconoscete?", ma per immergersi nell'identità romanista. La giornata di ieri ha trasmesso soprattutto questo, attraverso una esposizione di oggetti realizzata dall'Archivio Storico della Roma con l'aiuto di collezionisti ed ex calciatori. La prima teca è dedicata a oggetti provenienti direttamente dalle sedi. C'è il contratto più antico tra quelli attualmente conosciuti, quello firmato da Cesare Augusto Fasanelli e Italo Foschi mercoledì 28 settembre 1927.

Presenti anche le tessere emesse da Fortitudo-Pro Roma, Alba-Audace e Roman nella stagione 1926/27: non era mai accaduto, in nessuna esposizione o collezione privata, che le tessere dei Club fondatori si trovassero contemporaneamente nello stesso luogo. Ci sono i registri societari redatti a mano da Vincenzo Biancone, una formazione del Roman con i futuri romanisti Carpi, Maddaluno e Isnaldi, e un omaggio a Fulvio Bernardini: la sua tesi di laurea del 1934, un ritratto con dedica e la lettera inviata all'amico Bruno Finesi in cui annuncia il suo trasferimento dall'Inter alla Roma. Chi alla Roma c'è sempre stato e sempre ci sarà è Francesco Totti.

Nella teca si trovano il primo vincolo sottoscritto con la Società il 5 luglio 1989, con le firme dei genitori Enzo e Fiorella, oltre alla tessera preparata due settimane dopo per inserirlo nella categoria Giovanissimi. Infine, due chicche: la tessera federale rilasciata il 23 maggio 1913 a Ugo Pennelli, del Pro Roma, una delle più antiche esistenti, una tessera di socio sostenitore dell'AS Roma rilasciata per la stagione 1935/1936.

Maglie e palloni

Non mancano naturalmente, nelle altre due teche, cimeli "di campo". Salite le scale, troneggia il gagliardetto scambiato in campo dal capitano Armando Tre Re in occasione della prima partita della Roma dopo il ritorno in Serie A: Triestina-Roma 2-3, 14 settembre 1952. Quel giorno segnò anche Arcadio Venturi, ed ecco la maglia del suo esordio in Nazionale. Prima di altri uffici, ecco la maglia indossata da De Rossi in occasione della sua presenza numero 600 e i gagliardetti scambiati tra Roma e Barcellona in occasione della trionfale doppia sfida dei quarti di Champions della passata stagione. C'è anche il pallone di Roma-Liverpool 4-2, la semifinale di ritorno. Pensi a De Rossi e pensi anche a Totti.

Dalla presenza numero 600 di uno, al primo gol dell'altro. Sì, c'è la maglia indossata da Totti in Roma-Foggia del 4 settembre 1994, primo dei suoi 307 gol. C'è anche il pallone calciato in Curva Sud da Totti dopo la sua ultima partita, con la scritta "Mi mancherai", tuttora di proprietà dal tifoso che lo raccolse. Significativa la maglia di Luciano Panetti, mitico portiere degli anni 50. Particolare la maglia "Lacoste" usata dalla Roma tra fine Anni 50 e primi Anni 60 e che fu indossata nella finale di Coppa delle Fiere vinta col Birmingham: accanto ad essa c'è il pallone di quella partita, con il punteggio scritto sopra da Pedro Manfredini.

A proposito di maglie, l'esposizione finisce con una delle più significative: è quella indossata da Francesco Rocca in occasione di Roma-Cesena 2-0, seconda giornata del campionato 1976/77. Pochi giorni dopo, Rocca s'infortunò. Quella è la maglia dell'ultima partita in cui fu "Kawasaki". Era la prima volta che la Roma indossava la maglia prodotta dalla Umbro, traforata, per la gioia anche del formidabile terzino giallorosso, orgoglioso di indossare una maglia della sua amata Roma prodotta dai "maestri" britannici. La consegna di questa maglia da parte di Rocca all'Archivio Storico dell'AS Roma è un'eccezionale testimonianza di affetto di questo straordinario atleta e straordinario romanista.