Cinque non banali minuti dopo le 18 la Roma scenderà in campo al Picco di La Spezia per la seconda volta nella sua storia. La prima, nell'ultima giornata dello scorso campionato, ha sancito l'ingresso della squadra giallorossa nell'Europa di serie C (C come Conference) al termine però di una gara piuttosto complicata, un po' il paradigma dell'esperienza di Fonseca sulla panchina giallorossa: primo tempo regalato, secondo più convinto, strappato alla fine il 2-2 e quindi il punto utile a conservare (per differenza reti sul Sassuolo) il settimo posto. Oggi il predecessore di Mourinho ha tutt'altro a cui pensare, mentre attraversa un pezzo d'Europa con la famiglia a bordo di un pullman per scappare dalle insidie di una guerra che l'ha beccato dentro la sua seconda casa, l'Ucraina. Non è dato sapere invece che cosa pensa Mourinho perché essendo squalificato non ha parlato ieri, non lo farà oggi dopo la partita, e non lo farà, salvo accoglimento di eventuali ricorsi, neanche alla vigilia né dopo il prossimo confronto, sabato prossimo in casa con l'Atalanta. Il suo vice è il neoarrivato Salvatore Foti, anche se sulla distinta risulterà il nome di Michele Salzarulo, il match analyst, provvisto dell'abilitazione necessaria per figurare come primo allenatore (Foti è invece "appena" Uefa B). Ma ovviamente non è previsto che parlino loro.

Cinque non banali minuti dopo le 18 a parlare sarà il campo. Ce n'è bisogno. La Roma è reduce dal chiacchieratissimo 2-2 col Verona, a sancire una crisi da cui paradossalmente ha cominciato a risalire proprio nel secondo tempo della sfida con i veneti. Di più: a vederla tutta, la Roma ha inanellato in campionato cinque risultati consecutivi, e non le era mai successo quest'anno. È vero che visti gli avversari avrebbero potuto essere cinque successi invece di due vittorie (con Cagliari ed Empoli) e tre pareggi (con Genoa, Sassuolo e Verona), ma è un dato di fatto che l'ultima sconfitta è stata quella paradossale con la Juventus (quel 3-1 diventato 3-4 in sette minuti), il 9 gennaio scorso. Quella di questo pomeriggio sarà invece l'ultima partita di febbraio e sarebbe importantissimo per la Roma non solo mantenere l'imbattibilità, ma anche tornare con i tre punti. Dopo questa sfida ci sarà l'Atalanta in casa, poi il doppio confronto degli ottavi di Conference contro gli olandesi del Vitesse, con in mezzo la trasferta di Udine. All'andata con lo Spezia invece Smalling e Ibañez la risolsero con due gol su palle inattive, in capo ad una partita non brillantissima. E non è cambiato poi molto: la Roma era sesta e lo Spezia quart'ultimo, ora la Roma è ottava e lo Spezia quint'ultimo.

Cinque non banali minuti dopo le 18 si disveleranno i progetti tattici dei due allenatori, ex sodali nel progetto vincente di Moratti all'Inter di fine del primo decennio del 2000. Motta ha da sempre in testa un calcio molto più offensivo rispetto al suo mentore Mourinho, ma poi a forza di aggiustamenti oggi fa giocare i suoi in maniera più razionale. L'ultima squadra capace di batterli con un distacco superiore a un gol è stata proprio la Roma all'andata. Da allora ha pareggiato oppure perso o vinto con un gol di scarto: ha battuto Napoli, Genoa, Milan e Sampdoria ed è stata sconfitta da Verona, Fiorentina e Bologna, a dimostrazione che non soffre complessi d'inferiorità contro squadre strutturate meglio. Del resto con lo Spezia di recente la Roma ha già vissuto qualche momento difficile, ma era Coppa Italia: fuori con Garcia nel 2015, fuori con Fonseca poco più di un anno fa, entrambe le volte all'Olimpico, entrambe le volte a sancire di fatto la fine delle esperienze in panchina degli allenatori. La partita oggi sarebbe dovuta cominciare alle 18, ma partirà come tutte le altre gare di calcio del week end cinque non banali minuti dopo. Perché non lontano da noi c'è la guerra. È bene costringere tutti a rifletterci su.