La Roma e gli arbitri, un rapporto spesso non semplice. Storicamente. Ma forse qualcosa può cambiare, almeno nelle speranze della società che continua il suo percorso di ristrutturazione e lo fa anche sotto un aspetto sempre più importante e preponderante nelle partite di calcio. Da qualche tempo Gianpaolo Calvarese, ex arbitro di Serie A che ha lasciato l'attività in estate con un anno di anticipo (aveva avuto la deroga ad arbitrare ancora un anno nonostante il limite di età raggiunto di 45 anni), ha iniziato a lavorare come consulente del club, con una duplice funzione, quella di match analyst relativamente alla gara e a diverse situazioni di gioco e quella di formazione dei calciatori e degli staff tecnici su regolamento e protocollo Var. Calvarese, che ha un profilo considerevole in termini di esperienza, avendo diretto 154 partite in serie A in dodici anni di carriera, non sarà un addetto agli arbitri, non entrerà quindi in contatto con gli ex colleghi né prima né durante la partita (tutto questo resta nelle mani della direzione sportiva). Se la partita riserverà episodi controversi la società si potrà avvalere della sua consulenza telefonica a fine gara. Un argomento sempre più cruciale, con la Roma che in stagione si è vista spesso polemizzare attraverso il tecnico Mourinho e qualche garbata sottolineatura del gm Tiago Pinto con la classe arbitrale per alcune scelte poco uniformi tra i vari campi di gioco in Serie A. Che qualcosa non è andato finora ne sono tutti consapevoli a Trigoria e le cronache di ogni giornata di Serie A denotano più di un problema nella classe arbitrale. Intanto la Roma, però, fa il suo: una scelta, quella di avvalersi di Calvarese, voluta per rinnovare l'area sportiva nel suo insieme e per dare seguito a un vero e proprio lavoro di pedagogia su un aspetto sempre più decisivo nelle partite.

Formare, dunque, attraverso un'adeguata consapevolezza in merito al regolamento, all'utilizzo del Var e a come leggere in campo determinate situazioni, i calciatori e lo staff per affrontare nel modo migliore le diverse vicende di campo e creare un allineamento che permetta di interpretare nel modo più lineare possibile gli episodi arbitrali. Un intento percorribile a condizione di guardare al proprio interno per migliorare sempre, in ogni dettaglio e che permetterà alla comunicazione del club di essere sempre più puntuale e scrupolosa, in ogni eventuale commento pubblico sugli episodi arbitrali che puntualmente fanno discutere nel calcio. L'esigenza della Roma è nata anche dalla convinzione che è inutile lamentarsi random dopo una partita: bisogna aumentare la consapevolezza e la conoscenza di chi scende in campo e si relaziona con gli arbitri. Calvarese non avrà un suo ufficio a Trigoria, in quanto consulente esterno, e si occuperà negli incontri periodici non soltanto della prima squadra, ma anche del settore giovanile e della squadra femminile, considerando la necessità di garantire a ogni realtà le informazioni necessarie, che variano rispetto al campionato disputato. La match analysis non sarà volta solo ad analizzare la partita giocata e preparare al meglio quella da giocare, ma sarà focalizzato anche sull'analisi di altre partite, dove si sono verificati episodi simili o episodi di interesse. Quanto alla formazione, invece, il confronto con Calvarese coinvolgerà calciatori e calciatrici, lo staff tecnico e l'area sportiva, le realtà cioè che hanno a che fare con l'arbitro e i suoi collaboratori in ogni partita. Ma c'è un obiettivo dal respiro più ampio: creare una cultura in tutto il club, basti pensare che non in tutti i campionati c'è il Var e quindi bisognerà lavorare in modo differente.