Jan Mühlfeit è il mental coach che sta lavorando con Patrik Schick per incrementare le sue prestazioni in campo.

Il "motivatore" dell'attaccante ceco con un passato da 007 ha raccontato la sua metodologia e i suoi obiettivi in una lunga intervista a ruik.cz. "Lavoro per aiutare gli individui, le organizzazioni e i Paesi in giro per il modo a sbloccare il proprio potenziale umano".

Mühlfeit ha spiegato l'importanza della resistenza mentale per raggiungere i propri obiettivi: "Si tratta della capacità di ottenere prestazioni ottimali anche in condizioni di difficoltà, mantenendo lo stato di FLOW, la massima espressione del proprio talento. Fondamentale per questo è la consapevolezza di noi stessi, è quella che stimola i pensieri che poi ci influenzano".

L'insegnamento e il consolidamento della forza mentale si basano su quattro strategie: la prima riguarda la respirazione, determinante per gestire le situazioni di difficoltà sotto stress: "Si deve respirare con il naso, in quelle circostanza è spesso difficile sbagliarla e avvertire un pericolo". Il secondo punto riguarda il dialogo interiore: "Quando parlo con me stesso una cosa è l'ossessione mentale, un'altra sono i mantra. Se un giocatore pensa di essere al massimo della competizione solitamente ci gioca, a volte scende di livello, ma il pensiero della categoria più alta lo farà tornare ai livelli precedenti". 

La terza strategia si focalizza sul prevenire l'autocommiserazione: "Quando rimpiango, per esempio, di non aver segnato un rigore, comincio a dire cose negative su me stesso come 'Non vincerò mai'. Non si deve criticare la persona, ma l'attività che compie". L'ultimo punto è quello della 'visualizzazione': "E' l'immagine di un mondo che non esiste ancora ma in cui io credo. La visualizzazione serve a non distinguere se si tratti della realtà o di un sogno. Ovviamente questo può essere anche un aspetto negativo".

In chiusura Muhlfeit, dopo aver descritto l'importanza di saper dare sempre un feedback positivo o quanto meno proiettato verso un successo futuro, spiega: "Se le persone sfruttano le loro potenzialità, non solo possono essere più produttivi e di maggior successo, ma anche più felici. Sbloccare il potenziale umano è un mio mantra personale perché penso che se facciamo il miglior uso di noi stessi, saremo in grado di creare un mondo migliore".