Come se non bastasse il risultato umiliante della partita e il nulla assoluto ai microfoni a giochi chiusi (in tutti i sensi), si sono aggiunte anche le scenate isteriche in campo. Tanto per rendere ancora più fosche le tinte del quadro horror della serata. La sceneggiata prende il via appena la certezza della batosta si materializza. Cristante perde un pallone sanguinoso poco fuori l'area di rigore, Muriel non si fa pregare e serve Benassi, che trafigge Olsen per la quarta volta. Si torna a riprendere il gioco a metà campo e prima che l'arbitro fischi Dzeko - entrato a inizio ripresa - rimprovera platealmente il centrocampista.

Bryan non la prende bene e con gesti palesi indica al bosniaco qualcosa in direzione della porta viola. Come a voler rimarcare (ma qui entriamo nel campo della pura ipotesi) qualche occasione fallita in attacco, dove peraltro Edin aveva confezionato l'unica palla gol giallorossa della ripresa per la testa di Zaniolo. Apriti cielo: il numero 9 sbotta e anziché passare normalmente la palla al compagno, la scaglia violentemente contro di lui, che si scansa facendola arrivare direttamente fra i piedi del portiere. Ci si aspetta che finisca tutto in quel manifesto diverbio. Invece su una successiva punizione in zona offensiva per la Roma, i due vengono nuovamente a contatto in area viola, spintonandosi reciprocamente. Tanto da costringere Manolas a intervenire in veste di paciere, per separare i due compagni. Ma la diatriba lascia strascichi soprattutto su Dzeko, che si fa trainare dal nervosismo accumulato e di lì a poco compie il gesto più dannoso. Pellegrini subisce un triplo fallo, Manganiello non solo non interviene ma ammonisce Lorenzo per proteste, facendo andare su tutto le furie Dzeko che si presenta dall'arbitro a brutto muso e viene espulso. Degna conclusione di una serata da dimenticare.