Walter Sabatini, direttore sportivo della Roma dal 2011 al 2016, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Radio.Di seguito le parole del dirigente, che nei giorni scorsi era stato accostato al Genoa.

Sulla Serie A.
"Guardo tutte le partite, in particolare il Bologna perché è la mia squadra fino al 30 giugno. Fino a un mese fa ho puntato sul Napoli per lo scudetto e confermo la mia idea. Ora hanno tanti infortuni, ma Spalletti troverà una soluzione. L'Inter in questo momento è felice, il Milan può restare in vetta fino alla fine. Il campionato è vivo e stimolante. Manca la Juventus? Non ha ancora trovato un canovaccio giusto, ci sono discontinuità in campo, ma è anche una conseguenza dell'abbandono di Ronaldo. Manca un po' a centrocampo. Rabiot lo avrei voluto alla Roma, mi aspettavo di più da lui: più continuità, più incisività, considerando che lui a 17 anni era un titolare del PSG Lo persi per un capriccio della madre".

Sulla situazione della Roma.
"È poco elegante per me parlare della Roma, ma sembra che le manchi una proteina importante che faccia grande la squadra. La Roma alterna grandi partite a tonfi incredibili. La società ha un ruolo primario chiaramente. Non so quant'è l'impatto di Tiago Pinto sullo spogliatoio e su Mourinho e i Friedkin e devo stare zitto. Sono un tifoso della Roma, così come lo è mio figlio. Ho lavorato anche per la Lazio e non mi dissocerò da quella scelta di vita perché Lotito mi ha tirato fuori da una situazione personale. A Lotito posso riservare solo la mia gratitudine e siccome gratitudine e conoscenza devono essere sempre alla base. La Roma è stata la mia vita, l'ho sempre detto e lo ribadisco oggi. Mai mi sono discostato dall'essere un direttore sportivo della Roma".

Sulle operazioni di mercato alla Roma e a proposito delle plusvalenze.
"Mi compiaccio delle mie e delle nostre plusvalenze, quelle della Roma sono state sempre nette e pulite, reali. Me ne compiaccio perché vedo che tante erano truccate, come scopro oggi. Il calcio non si fermerà per questo, basta che ci siano le sanzioni che ci devono essere. Però il calcio è della gente e la gente lo difenderà sempre".

Era vero che stava portando Allegri alla Roma?
"Sì era l'Allegri che usciva dal Milan, ma poi non si concluse".

L'operazione peggiore tra Dumbia Iturbe e Zeman? E su Alisson e Marquinhos? Che pensa di Abraham?
"No su Zeman non sono d'accordo. Dumbia è stata un operazione sbagliata. Fece comunque 2 gol consecutivi che ci tenne attaccati alla Champions. Ma non posso dire che è stata una grande operazione. Allison l'operazione migliore, preso a 7 milioni e poi rivenduto a 40. Marquinhos preso a 4 rivenduto a 32. Oggi sono più orgoglioso di un tempo. Abraham ho provato a portarlo alla Sampdoria. Io stravedo per lui e vedo le movenze che ha in campo e i margini di miglioramento che può avere. Il suo problema è che la squadra intera trovi la sua dimensione, allora sarà determinante".

Un consiglio per Zaniolo?
"Per Zaniolo c'è un particolare affetto, lo avevamo preso all'Inter per la Primavera in odore di Prima Squadra. Mi dispiace per gli infortuni e i contraccolpi, ma quando si mette in moto accende una speranza. Gli consiglierei di evitare l'inutile: i battibecchi con gli avversari, ad esempio. Ha una forza e una tecnica superlativa: deve pensare alle sue qualità e semplificare il suo gioco. Non può fare a meno della lotta perché è il suo modo di giocare. E' un giocatore incommensurabile, fortissimo e sarà fondamentale per lo spareggio della Nazionale. Gli direi di on andare all'estero: la Roma è la culla dei campioni. Io non ho mai sentito una tifoseria che sotto di 3 gol canta per un quarto d'ora".

Su un possibile ritorno alla Roma.
"Se tornerei alla Roma? Ci tornerei, ma nessuno pensa di farmi tornare: non c'è stato modo. Ormai il calcio tende a individuare i nuovi dirigenti con altri metodi. Il calcio va a vanti e ci devo convivere, personalmente non vorrei essere identificato come algoritmo.

A proposito degli allenatori avuti in carriera
"Ho avuto allenatori meravigliosi. Se ne devo scegliere uno scelgo sempre Spalletti anche se a Roma questo non sarà ben accetto. La qualità dei giocatori con Spalletti era straordinaria. Totti vinse la scarpa d'oro. A Zeman gli sono grato perché ha fatto giocare titolari bambini come Marquinos e Lamela. Lo stesso Rudi Garcia veniva da una stagione di contestazione ed è venuto con unna leggerezza che è stata colta dallo spogliatoio e abbiamo fatto 10 vittorie di seguito. Tutti lo dicevano. Anche De Rossi mi diceva ' ti rendi conto quanto eravamo forti?'. Gli stessi giocatori erano consapevoli che si potesse fare qualcosa di grande. Nella partita del violino di Garcia ho incontrato Rocchi poi, e lui mi disse che se avesse potuto tornare indietro avrebbe cancellato tutta quella partita. Mi disse che fece degli errori. Il risultato lì sarebbe stato diverso e in quel contesto determinante per il prosieguo del campionato. Ma non avvertivo nessun clima anti Roma. Per quanto riguarda gli errori arbitrali di oggi penso che se sono dovuti a un ricambio sarebbe giusto se sbagliassero anche a discapito di qualcun altro ma non credo ci sia un disegno contro la Roma. Una volta quando c'erano le dinastie dei Sensi e dei Viola poteva essere così. Oggi le proprietà sono tutte straniere quindi non credo che qualcuno voglia penalizzare i Friedkin".

Sui presidenti con cui ha collaborato negli anni.
"Ho visto in Cina la potenza di Zhang, era un semidio, non era nemmeno considerato un essere umano. Una potenza economica nauseabonda. Zamparini si intendeva di calcio, con lui si ballava sempre il tip tap. Lotito il miglior presidente della Lazio, va contestualizzato: la società era quasi in tribunale: con il suo coraggio ha portato la società in una dimensione europea, anche per il mio contributo in quegli anni, arrivati ai preliminari di Champions. Su Pallotta devo sorvolare, anche se mi ha dato la Roma. Apprezo però il fatto che lui mi stimi".