Chiuso il mondiale 2021 a Valencia il 14 novembre, il mondo dei prototipi a due ruote già scalpita in vista del prossimo anno. Addii storici, di cui si è parlato abbondantemente, tagli più o meno dolorosi, vecchi ritorni e nuove facce – rookies è il termine tecnico – che già nei test di Jerez hanno cominciato a scaldare motori e soprattutto animi per un 2022 che, almeno dalle premesse, potrebbe definire i prossimi due lustri della MotoGP. Una MotoGP che, per quanto ci riguarda, di sicuro sta già delineando una piacevole tendenza: nella line-up 2022, al momento provvisoria, su ventiquattro piloti avremo ai nastri di partenza ben tre romanisti dichiarati. Non male, considerando la centralità spagnola nel mondiale e quella romagnola tra gli italiani. Chi sono i nostri centauri giallorossi ai quali sicuramente strizzeremo un occhio la prossima stagione? Ci sembra doveroso procedere in maniera gerarchica, evitando simpatie personali, stilistiche e potenzialità di mezzi e prestazioni. Partiamo dal "veterano" dei tre: Franco Morbidelli. Classe 1994, di San Giovanni, figlio di Livio, ex pilota, e Cristina, brasiliana. Da giovanissimo – a dieci anni – si trasferisce in "zona Tavullia" per diventare uno dei primi membri della neonata "Academy" di Valentino Rossi. Esordisce nel CIV Superstock 600 nel 2011, nel 2013 si laurea campione europeo. Nello stesso anno fa 3 apparizioni nel Mondiale Moto2, dove poi sbarcherà definitivamente l'anno dopo. La consacrazione avviene nel 2017: anno strepitoso nel team Marc VDS Racing, compagno di squadra Alex Marquez, ottiene la prima pole e la prima vittoria nella prima tappa del campionato – in Qatar – chiudendolo con ben 8 vittorie e laureandosi campione del mondo, primo italiano in Moto2. L'anno dopo fa il suo esordio da rookie in MotoGP, sempre nello stesso team, in sella a una Honda clienti; chiude il campionato quindicesimo, ma – cosa non da poco – come miglior esordiente. L'anno seguente monta su Yamaha, sempre team satellite e moto clienti, dove nel 2020 ottiene il secondo posto nel Mondiale alle spalle di Mir. Anno nefasto invece il 2021 appena concluso, culminato con l'intervento al ginocchio (legamenti) e un lungo stop ma che gli ha permesso, causa disastri nel team ufficiale, di montare al rientro su una Yamaha del team Factory, con cui correrà – e di diritto da protagonista – il 2022. "Morbido" non ha mai nascosto la sua passione calcistica e ha più volte ammesso di seguire la Roma con passione. Recentemente, interpellato da Adn Kronos, ha dichiarato: «La Roma ci fa godere tanto e ci butta giù, è come una bellissima ragazza». Il secondo è quello che non t'aspetti: cerchi la sua biografia e leggi che è nato a Urbino, cerchi ancora meglio e vedi che la mamma si chiama Stefania, di Tavullia, e che il fratello si chiama Valentino Rossi – notoriamente interista – e poi vedi una sua foto con Francesco Totti e la maglia numero 10, che ovviamente è anche il suo numero di gara. Luca Marini, classe 1997, figlio come già detto di Stefania, quella Stefania, e di Massimo Marini. Romano. E quindi ovviamente romanista. E da buon romanista la passione la trasmette a Luca. Dopo l'inizio nelle serie minori e due wild card – nel 2013 in Moto3 e 2015 in Moto2 – "il Maro" entra in pianta stabile nel motomondiale nel 2016 in Moto2 col team elvetico Forward Racing. In questa categoria corre per ben cinque anni fino al secondo posto mondiale del 2020 per il team Sky Racing VR46, del fratello Valentino, con cui poi, in collaborazione col team Esponsorama e in sella a Ducati compie il salto tra i grandi. L'anno prossimo correrà con una Ducati ufficiale, sempre col team VR46 e le aspettative sono notevoli. Come il fratello, nutre la passione anche per le quattro ruote, ma specifica che l'altra passione, quella per il calcio e per la Roma soprattutto, lo allontana molto dal Dottore, tanto da guardare le partite separati, per evitare sfottò. Last but not least, il rookie 2022 Fabio Di Giannantonio. Irriverente, ironico, sfacciato, non nasconde mai (e non intende farlo per alcuna ragione) la sua romanità e la sua passione per la Roma. Il Biaggi contemporaneo, glielo auguriamo anche in previsione carriera. Per tutti "Diggia", classe 1999, provenienza natale Eur, provenienza sportiva Gentlemen's Motor Club di Vallelunga. Dopo la trafila classica nelle serie minori, in cui vince un europeo minimoto e un italiano 250, e dopo una sostituzione in Moto3 nel 2015, inizia la sua carriera mondiale nel 2016 in Moto3 con Gresini. In Moto3 conquista un secondo posto generale nel 2018, anno in cui vince i suoi due primi GP. "Salta" in Moto2 nel 2019 con Speedup e ottiene la prima vittoria quest'anno a Jerez, tornato nel team Gresini. Sempre con lo stesso team (indimenticabile Fausto Gresini e tutto quello che ha dato al mondo delle due ruote) farà il suo esordio nel 2022, in sella a una Ducati clienti. Vedremo cosa tirerà fuori il nostro rookie in un Mondiale che vedrà oltre a lui altri 4 debuttanti nella serie maggiore. Come dicevamo, Fabio, anzi Fabbio, non ha mai fatto mistero della sua passione per la Roma. Continuamente pubblica stories su Instagram a sfondo giallorosso, mentre guarda le partite – non ne perde una – e quando incita i calciatori giallorossi, in particolare il suo amico Edoardo Bove, con cui condivide anche il procuratore, Diego Tavano. Ma non di solo MotoGP vive il Mondiale. Anche nelle classi minori di giallorosso ce n'è eccome. Nel roster provvisorio di Moto2 troviamo Simone Corsi, un veterano del circus. Trentaquattrenne proveniente da Morena, prima gara nel 2002, quando ancora c'era la mitica 125, non ha mai nascosto la sua passione romanista. Dovrebbe essere confermata la sua presenza con MV Agusta con Forward Racing. E, dulcis in fundo, siccome noi romanisti limiti ne conosciamo pochi, potremmo rivolgere le nostre simpatie a un intero team; per il quarto anno consecutivo, infatti, prenderà parte al mondiale Moto3 il Max Racing Team. Non ce ne vogliano i bravissimi ragazzi che collaborano con Max Biaggi, se tendiamo ad indentificare in lui il progetto, che l'anno prossimo avrà come piloti sulle Husqvarna FR 250 lo scozzese John McPhee e il giapponese Ayumu Sasaki. Su Max c'è ben poco da aggiungere. Parliamo della storia di questo sport e tutti ci ricordiamo i giri di pista con la maglia di Aldair, o con bandiere e sciarpe della Roma, il suo logo con la scrittà Ultrà Roma e il celeberrimo giro di campo all'Olimpico con l'Aprilia 250 iridata. Il Mondiale a due ruote si tinge sempre più di giallorosso, quindi, regalando ai tifosi romanisti intensi pre-partita domenicali, unendo al piacere di ammirare uno sport così adrenalinico e competitivo la possibilità di poter sostenere da tifosi un altro tifoso. Lo Storico Capitano Di Bartolomei diceva «Ci sono i tifosi di calcio, e poi ci sono i tifosi della Roma». Ci permettiamo di aggiungerere «ci sono i motociclisti, e poi ci sono i motociclisti della Roma».