La storia siamo noi. «Povero me», canterà De Gregori, per abuso di citazione, ma - e sarà d'accordo anche lui - in questo caso la storia siamo veramente noi. Un vecchio sfottò, di quelli che per tradizione diventano anche striscioni botta e risposta, per la precisione recitava: "Noi la storia, voi la geografia". Dedicato all'unica squadra dell'universo che porta il nome della regione e non della sua città. Manie ingiustificate di grandezza? Noi vogliamo comunque ricordarli così, come la geografia. Perché la coreografia, siamo noi. Gialli come il sole e rossi come il cuore. Dipinti così dal Dio del pallone e dell'universo. Viaggiamo attraverso fumogeni, cartoncini, stoffa, stendardi, vessilli, lupi, capitani e bandiere, simbolo e vanto che gli altri, loro e tutti gli altri, non potranno mai avere. La Roma siamo noi, che siamo padri e figli di Roma. Quanto sei bella, tu non vedrai nessuna cosa al mondo maggior di Roma. Sì, parliamo di pallonate, è vero, eppur Ti amo.