Roger Ibañez sta vivendo una stagione da protagonista nella Roma di Mourinho. Il difensore centrale brasiliano ha raccontato in un'intervista al Corriere dello Sport il momento suo e della squadra in avvicinamento della sfida contro la Juventus a Torino, parlando anche dell'approccio con lo Special One e delle ambizioni per la nazionale. Ecco un estratto delle sue parole.

Ora sei un quasi titolare. E contro la Juventus diventa addirittura indispensabile visto l'infortunio di Smalling.
"Mi dispiace per Chris, che è un grande difensore. Da lui ho imparato molto. Non posso nemmeno dire che sia una fortuna per me, perché sono sempre stato pronto a giocare. In estate nessun giornale mi inseriva nella formazione titolare, invece mi sono ritagliato il mio spazio. Non ho mai pensato di considerare le proposte di altri club".

Con Mourinho ha imparato a buttare la palla in tribuna, se serve.
"Mourinho mi ha insegnato tante cose. Il primo giorno mi chiamò insieme al suo collaboratore Joao (Sacramento, ndr) spiegandomi cosa gli piaceva e cosa non andava bene. Mi colpì perché già conosceva tutti i giocatori della Roma. Ma non credo di aver modificato il mio stile. Semplicemente, preferisco sentirmi più sicuro. Se posso gioco la palla, altrimenti non rischio".

Come nel derby d'andata dello scorso anno, quando un suo errore spianò la strada alla Lazio.
"Capita di sbagliare. Ma non mi sono lasciato condizionare da quell'errore. Quest'anno ad esempio proprio nel derby ho segnato il mio primo gol in Serie A. Ho sempre cercato di lavorare per migliorarmi".

La Roma non ha ancora raggiunto la stabilità difensiva che serve per puntare in alto.
"Ci alleniamo tanto su questo. Si tratta di un problema di squadra, sia quando difendi che quando attacchi. Non di singoli reparti".

In compenso sui calci piazzati siete spesso pericolosi.
"In allenamento ci impegniamo anche su questo particolare. Del resto per un difensore l'occasione per segnare capita quasi solo sulle palle inattive: sono momenti da sfruttare, possono essere decisivi".

I tifosi l'hanno criticata tanto dopo quel derby perso.
"Non mi sembra. Anzi, ho ricevuto tanti incitamenti. I tifosi della Roma sono i più caldi che abbia mai conosciuto. Una volta al supermercato non riuscivo a uscire tra una foto ed un autografo. Che entusiasmo!".

Viña potrà giocare a Torino?
"Non lo so. Il viaggio di ritorno dal Sudamerica è lungo. Dipende da come si sentirà e da cosa deciderà il tecnico. Io vorrei essere per lui il punto di riferimento che è stato per me Toloi quando sono arrivato a Bergamo".

Che Juventus-Roma vedremo?
"Una partita speciale. Ci stiamo già pensando da giorni. Loro sono grandi, ma noi siamo in crescita".

Questione nazionale.
"Ho tre passaporti. Io sono nato in Brasile, mi sento brasiliano e vorrei giocare nel Brasile. Ma vediamo. Ascolto chi mi chiamerà, il calcio è cambiato: tante squadre naturalizzano i giocatori. ".