L'avevano annunciato nella serata di domenica e così è stato. "A Torino disertiamo per il caro biglietti", il messaggio esposto a Piazza Mancini a ridosso di Roma-Genoa. La scelta dei Fedayn, storico gruppo della Curva Sud di non prendere parte alla sfida dell'Allianz Stadium ha aperto un dibattito interno alla tifoseria. Una autentica piaga, quella del caro-biglietti, che ha convinto molti ad abbracciare tale decisione. Stando a quanto dice il sito della Juventus, il prezzo è figlio del "criterio di reciprocità" tra le due società. In realtà, non è proprio così: la scelta è stata unilaterale da parte della società bianconera, che ha voluto replicare quello che sarà il prezzo del settore ospiti della partita dell'Olimpico. L'anno scorso i tagliandi del settore ospiti per gli juventini costavano 70 euro e la tifoseria bianconera decise di disertare la trasferta.

Stante dunque il prezzo di 65 euro per i romanisti, non stupisce il fatto che la gara di sabato, molto probabilmente, non farà registrare il tutto esaurito nel settore ospiti dopo cinque sold-out consecutivi: al momento sono disponibili oltre 1.000 biglietti. Troppo elevata la cifra richiesta, spesa a cui andrebbero poi aggiunte quelle relative gli spostamenti oltre a quelle per pernottamenti praticamente obbligati considerando l'orario d'inizio (20.30), i circa 700 chilometri che dividono le due città e le condizioni metereologiche. Juventus-Roma rappresenterà la trasferta più cara per i romanisti di questo 2018, almeno limitatamente al campionato. Solo Barcellona-Roma (89 euro) dello scorso 4 aprile e la ben più recente sfida di Plzen (68 euro), sono state capaci di "fare peggio". Un record negativo che si lega a un aumento del prezzo dei settori ospiti in campionato del 27.7% in appena una stagione (30.76 euro di prezzo medio nel 2017, 39.28 nel 2018). Sono 20 gli euro in più richiesti dalla Juventus alla tifoseria romanista rispetto al match del 23 dicembre 2017: allora, quando non applicarono alcun criterio di reciprocità, costarono 45 euro, 65 oggi. Nel 2018 un romanista presente in tutte le trasferte dal 21 gennaio (Inter-Roma) al 29 dicembre (Parma-Roma), spenderà poco meno di 1.000 euro solo in tagliandi. Escludendo ovviamente le ben più elevate spese per raggiungere Milano, Barcellona, Cagliari, Udine e Plzen. La scelta di disertare l'Allianz Stadium rappresenta quindi un piccolo ma significativo passo verso una discussione sul fenomeno del caro-biglietti.

Cagliari e Juve fanno + 20

Analizzando i prezzi imposti nel 2017 e confrontandoli con quelli del 2018, si potranno difatti notare aumenti più o meno elevati imposti ai romanisti per tante trasferte. Si va dai 5 euro di Milano (sponda rossonera) a quelli della Torino granata, passando per i 10 di Firenze, e fino ai 20 di Cagliari, oltre alla già citata Juventus. L'assenza di impianti all'altezza dei club europei, con le poche eccezioni ormai note, rende ancor meno giustificabile questo modus operandi. Un settore ospiti gremito in ogni ordine di posto non è soltanto un aiuto per la squadra ospite, ma soprattutto un prodotto da esportare per attirare nuove entrate relative i diritti televisivi.

Di tante battaglie combattute nel corso degli ultimi decenni da parte delle tifoserie, quella contro il caro-biglietti potrebbe essere finalmente quella capace di accomunare migliaia e migliaia di sostenitori. A prescindere dalla fede calcistica, si continua a viaggiare verso un modello che in futuro potrebbe negare a molti la gioia di una trasferta. E poche cose sono paragonabili ad essa per un calciofilo. Nonostante tutto, aspettando i dati delle sfide dello Stadium e del Tardini, sono oltre 35mila i romanisti che nel corso del 2018 hanno accompagnato la squadra in giro per l'Italia e per l'Europa. Arriverà un giorno in cui le società si renderanno conto che, a fronte di una lunga serie di doveri, il tifoso meriterebbe di vedersi riconosciuto alcuni diritti. O forse, più semplicemente, le tifoserie riusciranno a dar vita - come avvenuto in altri paesi - ad una unione per determinare un tetto massimo sul costo dei biglietti delle trasferte. Nel frattempo, a causa dei 65 euro richiesti, molti romanisti sabato si priveranno della gioia di tifare Roma. Lo faranno a malincuore sperando che, un giorno, tale scelta possa garantire a chi arriverà con loro o dopo di loro di potersi recare in trasferta a costi sostenibili. Molti romanisti non vedranno Torino, negandosi un viaggio a causa di una scoperta che scoperta purtroppo non è da diverso tempo: il caro-biglietti.