Nella cornice del Ristorante "BBC" (all'interno dell'Impianto Sportivo Sport City Roma) va in scena l'evento di solidarietà, organizzato dai i Roma Club Eur Torrino, Fonte Laurentina, BNL e AICS, "È Natale per Tutti".

Un'occasione per gli auguri di natale tra tifosi giallorossi e soprattutto un'occasione per fare del bene, con una raccolta di generi alimentari, alle famiglie bisognose della città. Quest'anno la raccolta sarà per la Comunità di Sant'Egidio che opera nella zona Eur- Laurentino.

A margine dell'evento è intervenuto Francesco Rocca, leggenda giallorossa e ospite d'onore. Queste le sue parole:

"Grazie dell'accoglienza, è molto tempo che non esco per una serata come questa e oggi l'ho fatto volentieri, anche grazie a Franco (Peccenini ndr) che mi ha coinvolto. L'affetto che portano per me i tifosi della Roma è straordinariamente bello e lungo. In fondo ho giocato solo tre anni a pieno regime e poi è stata sola una serie di vicissitudini che mi hanno costretto ad abbandonare il calcio. Questo ha rappresentato per me tutta la vita sia da calciatore che da allenatore. La storia è continuata oltre la Roma, è durata 32 anni con la Federazione che ringrazio perché sono stati straordinari per aiutare i giovani a non far accadere a loro quello che è successo a me. Ringrazio voi per l'invito e i tifosi della Roma per il rispetto che mi portano da sempre, tenendo conto che ho fatto il mio dovere come Franco e tanti compagni che hanno indossato la maglia della Roma".

"Un ricordo di Di Bartolomei? Ha condiviso con noi la parte più bella della nostra storia con la Roma, in particolare con la Primavera con cui abbiamo vinto due titoli e due Coppe Italia. Era un leader e un capitano. Abbiamo avuto strade diverse: io ho dovuto combattere con il mio destino, lui ha continuato a fare bene e a rendere grande la Roma, è stato un onore aver giocato con lui e averlo avuto come capitano".

Infine un ricordo su Giorgio Rossi: "Era come un confessore per noi, parliamo di 45 anni fa. Era un punto di riferimento per le esigenze delle piccole cose, che però erano importanti perché noi ragazzi. Oltre all'impegno e la responsabilità verso gli allenatori c'era sempre una parola giusta per una persona che ricordiamo sempre con grande affetto. I tifosi della Roma per me hanno rappresentato uno stimolo grande nella vita. Il loro rispetto mi ha fatto sempre sentire professionalmente all'altezza di quello che loro si aspettavano da me. I miei 32 anni di Federazione sono stati un motivo di orgoglio per quelli che mi avevano applaudito anche e soprattutto da giocatore".