Questo matrimonio s'ha da fare. Anzi, da continuare. Lo ha detto José Mourinho, lo ha confermato Tiago Pinto e anche dal versante del giocatore trapela un certo ottimismo. Sono lontani i giorni delle schermaglie dialettiche, adesso la trattativa è davvero entrata nella fase calda. Si attende il ritorno del General Manager, che si è concesso qualche giorno di relax in Portogallo dopo le estenuanti settimane di trattative di mercato. Come ovviamente si aspetta anche il rientro di colui che dovrà apporre l'altra griffe in calce al contratto e che attualmente è impegnato con la Nazionale, fino all'8 settembre. Poi Lorenzo Pellegrini e la Roma potranno mettere nero su bianco quanto già è nell'aria da tempo: ovvero che le rispettive strade proseguiranno insieme. Probabilmente (almeno) altri cinque anni, ovvero il massimo estendibile di un accordo che al momento ha una scadenza vicina, vicinissima: 30 giugno 2022, leggasi termine della stagione in corso.

Un limite temporale che in circostanze differenti avrebbe potuto far tremare ogni club. Senza andare troppo lontano, altri due talenti cresciuti nei club per i quali hanno sempre affermato di tifare, si sono trovati in situazioni analoghe: Insigne con il Napoli e Donnarumma col Milan. Il primo appare al momento molto lontano dal rinnovo. Il secondo è arrivato alla naturale scadenza del proprio contratto per poi cedere alle lusinghe multimilionarie del Paris Saint-Germain degli sceicchi. Per il ragazzo cresciuto a Trigoria la questione è diversa: sente la Roma a pelle. E la Roma sente suo Pelle. Non soltanto per evitare di depauperare un patrimonio tecnico e finanziario importante, ma anche perché intorno a lui (e Zaniolo) sta costruendo la squadra dell'oggi e del domani. In questo senso vanno lette le recenti parole di quello straordinario comunicatore che siede sulla panchina giallorossa. «Di Pellegrini ne vorrei tre», aveva detto alla vigilia del match di ritorno di Conference con il Trabzonspor. Dichiarazioni integrate a fine gara, dopo la prestazione sontuosa di Lorenzo: «Deve firmare subito il suo contratto, domani o dopodomani. Il club è fantastico con lui, lui lo è con il club. Deve restare qui per tanti anni: se va in Nazionale firma al rientro e siamo tutti felici, dobbiamo fare delle cose importanti e firmerà presto». La pressione positiva innestata dallo Special One ha avuto un seguito importante nell'incontro di mercoledì fra Pinto e la stampa. «Il rinnovo lo vogliamo noi e lo vuole il giocatore, non sarà un problema».

Eppure ha rischiato di esserlo, quando il tempo trascorreva senza accordo fra le parti. Dopo aver atteso a lungo l'incontro decisivo, l'entourage del giocatore ha proposto alla società di discuterne dopo gli Europei, che però Pellegrini è stato costretto a guardare da casa per infortunio. Ma sotto la guida di Mou, con un ruolo finalmente preciso e assestata definitivamente anche l'attribuzione della fascia (con la partenza di Dzeko), il numero 7 è tornato a risplendere di luce propria e a mantenere le promesse che il suo indiscutibile talento ha acceso fin dai tempi del settore giovanile. Legittimamente tutti vorranno cavare il massimo e l'ingaggio sarà importante (oltre i 4 milioni a stagione), ma adesso la Roma e il suo Capitano sono pronti a dirsi «sì».