Cristiano Zanetti, campione d'Italia con la Roma e con un passato anche nell'Inter ha rilasciato un'intervista per il Match Program della società giallorossa. Eccone un estratto.

Ricorda i primi tempi nella Capitale?
Come dimenticarli? Fu tutto molto inaspettato e veloce. L'ambientamento non fu facile, le prime partite non venni quasi mai preso in considerazione. Col passare del tempo, poi, Capello iniziò a fidarsi di me.

Che tipo era Capello?
Un allenatore vincente, di personalità. Aveva temperamento, non te le mandava mai a dire. Non faceva tante carezza. Diceva le cose in modo molto diretto, trattava tutti allo stesso modo. Dai Primavera a Totti…. 

Totti?
Sì, esattamente. Capello cercava di mettere tutti sullo stesso piano, gestendo in questo modo lo spogliatoio. È un modo anche giusto di pensare, ma – onestamente – non può essere così con tutti. Il mister aveva polso, però in alcuni momenti era duro. E con Totti lo è stato spesso. Ma Francesco ha sempre risposto sul campo, da top player quale era.

Era pure il suo capitano.
Parliamo davvero di un ragazzo d'oro. Un ragazzo di Roma. Nell'anno dello scudetto il suo essere romano e romanista fu determinante anche per noi e per raggiungere il titolo. Ci metteva sempre quel qualcosa in più, dando al compagno stimoli ulteriori per fare meglio.

Lei si ritagliò un ruolo di primo piano nella Roma dello scudetto.
Giocai praticamente tutte le partite, l'infortunio di Emerson convinse Capello a puntare su un centrocampo di muscoli e corsa con me e Tommi (Tommasi, ndr). Ma, onestamente, il mio era un ruolo di comprimario. I top players erano altri e ce n'erano davvero tanti. Samuel, Zago, Aldair, Emerson, Candela, Cafu, Batistuta, Totti, Montella. Una squadra forse irripetibile.

In quella squadra c'era anche l'attuale allenatore della Roma, Di Francesco.
Voglio bene a "Difra". Eusebio è sempre stato un uomo bravissimo, potevi parlare di tutto con lui. Lui, Mangone, Tommasi e io eravamo l'anima operaia di quella squadra straordinaria. Oggi Di Francesco è un allenatore bravissimo, tra i più bravi in Italia. Però….

Però?
Però dico all'ambiente intorno alla Roma di andarci con i piedi di piombo con lui e non pretendere tutto e subito. La squadra ha tanti giovani di bellissime prospettive, però serve tempo. Lo ha detto anche Manolas dopo la partita con il Real. Immagino che contro l'Inter vedremo di nuovo gente come Zaniolo, Kluivert, Cengiz, Schick. Tutti forti, ma i giovani per crescere hanno bisogno di partite, hanno bisogno di incamerare esperienza. [...]

Cosa porta in più l'esperienza in un calciatore?
[...] Sei più consapevole dei tuoi mezzi, quando sei giovane devi ancora capire che tipo di calciatore sei. Di che livello e dove puoi arrivare. Non possiamo chiedere a questa Roma di essere al livello della Juventus. Sarebbe ingeneroso e scorretto. Questa Roma può e deve puntare a qualificarsi in Champions League.

Roma-Inter, domenica sera.
Al momento, la formazione di Spalletti sembra più avanti nella condizione e nella convinzione, ma la Roma può giocarsela. Non vedo livelli differenti sul terreno di gioco. Si affrontano due squadre simili, prevedo un match equilibrato.