Edin Dzeko è tornato a sorridere. Non che a fine stagione non fosse apparso almeno in parte il giocatore di sempre, ma l'arrivo di José Mourinho ha cambiato tutto. E c'era da aspettarselo: «Abbiamo preso il migliore», disse dopo l'annuncio da parte della società dello Special One come allenatore per le prossime tre stagioni. Almeno una di queste, la prima, Dzeko e Mou la passeranno insieme. Ormai non ci sono più dubbi, se non quelli che in minima parte ci si deve sempre lasciare nel calcio di oggi, dove il mercato spesso riserva dei colpi di scena. Ma non sarà questo il caso, o sarebbe a questo punto clamoroso. Da quando Mourinho ha accettato l'incarico di allenatore della Roma ha richiesto da subito, se compatibile con le esigenze economiche (e magari "barattando" altri esuberi), la conferma del capitano della Bosnia, che stima da sempre e anche pubblicamente. Serio professionista, atleta integro e leader a volte anche sopra le righe (chiedere a Fonseca). Come forse piace pure a José: stessa fame, stessi obiettivi. Giocatore che segna, i numeri parlano chiaro, e gioca per la squadra. Tutte queste cose Edin le sa da quando è arrivato Mourinho, ma ha voluto sentirsele ripetere a Trigoria, quando si sono incontrati poco più di una settimana fa. Il tecnico portoghese l'ha ribadito, anche prima di vedere che nei test fisici Dzeko era mostruosamente, a 35 anni, ancora tra i migliori.

Ieri si è allenato parzialmente individualmente, normale gestione. In settimana due amichevoli: «Inizio la mia 19esima stagione da professionista, sono sempre più motivato», il post di ieri del bosniaco. Maglia nuova della Roma addosso e concentrazione. Un annuncio, in pratica. Anche annunciato: perché chi gli è vicino non ha mai dubitato che Dzeko rimanesse alla Roma. Il suo destino. Almeno per una stagione, sì, perché questo recita il contratto, oneroso per il club, ma meno di quanto lo sarebbe sostituirlo con un giocatore all'altezza, specialmente in questo mercato complicato. Edin si sente ancora bene, il suo obiettivo è raggiungere almeno le venti stagioni in carriera. Se lo farà ancora con la Roma è una pagina ancora da scrivere e sarà il campo a decidere. Per ora i rinnovi non sono una priorità per la Roma e non fa eccezione l'ex capitano (ci terrebbe al ruolo, ma non farà polemiche per lasciare prima del tempo la fascia definitivamente all'amico Pellegrini: è tradizione a Roma). Dzeko chiedeva due anni per rimanere o due da un altro top club per andarsene. Condizioni difficili, che non si sono avverate. Giocherà ancora con la lupa sul petto, continuerà a stabilire record, giocherà per Mourinho e anche per dimostrare di meritare un altro anno di Roma. Per la gioia di Mou e dei romanisti.