Cantava Vasco Rossi «T'immagini se fosse sempre domenica», nel leggendario 33 giri del 1985 capace di influenzare diverse generazioni di italiani. Tre minuti e cinquantacinque secondi che, ironia della sorte, sembrano legare come un filo invisibile il ritorno allo stadio Olimpico dei tifosi romanisti in un orario che, un tempo, è stato non solo consuetudine ma addirittura un appuntamento fisso. Sono passati esattamente ventisei mesi dall'ultima volta in cui la Roma è scesa in campo di domenica alle ore 15 fra le mura amiche: un'eternità se rapportata alle dodici occasioni in cui la tifoseria giallorossa ha preso parte a sfide in trasferta nel suddetto orario nelle ultime due stagioni e mezzo. Sono cambiate molte cose dal violento nubifragio abbattutosi sulla Capitale che aveva caratterizzato la giornata dell'11 settembre del 2016: il Governo era retto dal Premier Matteo Renzi, Virginia Raggi aveva vestito da qualche mese i panni di Sindaco di Roma, Francesco Totti invece non aveva ancora svestito quelli di capitano, numero dieci e calciatore ma non quelli di leggenda e la Curva Sud era tristemente lontana dagli amati spalti, ma vicina col cuore, a causa della sofferta protesta contro le barriere divisorie poste nel cuore pulsante del tifo dal Prefetto Franco Gabrielli.

Avversaria in quel pomeriggio domenicale proprio la Sampdoria di mister Giampaolo, con la formazione blucerchiata capace di far vacillare gli umori degli allora 27630 spettatori paganti con la rete iniziale di Salah rimontata dai gol di Muriel e Quagliarella nel corso della prima frazione di gioco. In Curva Nord campeggiava lo striscione recante la scritta "Multras", con le immagini di Alberto Sordi e Gigi Proietti nelle vesti di vigili urbani a sottolineare la pioggia di sanzioni che aveva colpito dozzine e dozzine di romanisti rei di non aver rispettato il posto a sedere in un luogo che, da decenni, non conosce sedute ma soltanto abitudini condivise e rispettate fedelmente da tutti i suoi assidui frequentatori. Il fortissimo diluvio di un intervallo lungo oltre un'ora aveva costretto l'arbitro Giacomelli a far attendere a lungo i presenti, prima di una ripresa caratterizzata dalla rete del pareggio di Dzeko e dal rigore a tempo praticamente scaduto realizzato da Totti capace di regalare i tre punti alla Roma dell'allora tecnico Spalletti, reduce dal deludente pareggio di Cagliari. In un Olimpico allagato tanto all'interno quanto all'esterno, anche a causa delle barriere poste a ridosso dell'impianto per separare ulteriormente i settori, nessuno si sarebbe aspettato di lasciare gli spalti per imbattersi in un lungo periodo senza la gioia di poter prendere parte ad una sfida in programma domenica alle 15. Ventisei mesi dopo, ecco di nuovo Roma-Sampdoria ed eccoli i romanisti e questa volta ci sarà la Curva Sud pronta a sostenere la squadra per novanta e più minuti alla ricerca della vittoria casalinga dopo il passo falso contro la Spal.

Il Governo è cambiato, Totti siede in tribuna nelle vesti di dirigente e di quella Roma son cambiati molti interpreti. Florenzi, Manolas, Juan Jesus, De Rossi, El Shaarawy, Dzeko, Fazio e Perotti: questi i calciatori della rosa attuale presenti in quel vittorioso impegno domenicale di ventisei mesi fa. Un lungo digiuno destinato ad interrompersi nella giornata di domani nell'unica partita domenicale del 2018 che la Roma disputerà alle ore 15 nel suo stadio Olimpico.

Archiviata la gara con la Sampdoria, infatti, i romanisti torneranno nell'impianto casalingo in tre occasioni da qui a fine anno. Ma lo faranno in orario serale sia contro l'Inter (domenica 2 dicembre) sia nel match del 16 dicembre con il Genoa, prima del turno infrasettimanale di Santo Stefano in cui il Sassuolo farà visita all'Olimpico e che chiuderà l'annata della Roma e dei romanisti nell'impianto del Foro Italico. Ventisei mesi di astinenza in nome di un calcio-spezzatino che, di stagione in stagione, vede dilatare ancor di più il già fitto e proibitivo calendario. Con buona pace di Vasco Rossi e del suo «T'immagini se fosse sempre domenica» che, da Roma-Samp del 2016 a quella di domani, ha assunto sempre più le sembianze di una fantasia che crede alle favole.