Lungo i larghissimi viali di Mosca si rincorrono i pensieri e i calcoli sulla Champions League e sul mondo che verrà. Se stasera la Roma vincerà (sì, sì, vincerà, cit.) non ci sarà neanche quasi più bisogno di preoccuparsi, la questione della presenza nel gruppo nobile d'Europa si rimanderebbe addirittura a febbraio e allora sì che ci sarebbe tutto il tempo per riaggiustare le cose in campionato, concentrandosi sulle tante partite che restano. Ma questa fase ai gironi resta una stranissima minicompetizione a se stante, dove accadono cose curiose come qualificarsi con 6 punti (un record segnato proprio dalla Roma, edizione 2015/16, pensa un po') e addirittura di non farlo con 12 (accadde al Napoli nel 2013/14).

E così si torna ai calcoli che ieri per le strade di Mosca, tra un manzo alla Stroganoff e un bicchierino di vodka, hanno animato le chiacchiere dei tifosi della Roma in attesa della sfida di stasera. Tre scenari possibili, ovviamente: vittoria, pareggio, sconfitta, dando per scontata nell'altra gara una vittoria del Real (che magari scontatissima non è, ma altrimenti il quadro delle possibilità rende impossibile ogni ragionamento). In caso di successo della Roma, la questione qualificazione sarebbe praticamente chiusa e la sfida dell'Olimpico di fine novembre col Real sarebbe una sorta di spareggio per il primo posto finale, con due risultati su tre a favore degli spagnoli. In caso di pareggio, la Roma avrebbe consolidato il vantaggio di due punti sui russi oltre a quello dello scontro diretto, ma poi bisognerebbe comunque fare risultato col Real o quanto meno non perdere l'ultima giornata a Plzen. Con una sconfitta la squadra di Goncharenko scavalcherebbe la Roma e un'eventuale sconfitta poi col Real sancirebbe probabilmente l'eliminazione dei giallorossi, a meno che i cechi non s'imponessero a fine novembre al Luzhniki. Per i bookmakers in ogni caso la favorita netta stasera è la Roma: il 2 si può ancora giocare mediamente al doppio dell'investimento, il pareggio intorno a 3,5, la vittoria del Cska a 4 e oltre. Troppe cifre? Troppi calcoli? Allora diciamo che c'è solo bisogno di rivedere la Roma bella e vincente che in Chamopions peraltro non tradisce mai e se insomma c'è un trend da smentire semmai è quello di campionato.

Alla sfida Di Francesco arriva con certezze tali che stavolta la formazione non sembra in discussione: ha scelto l'impianto utilizzato contro la Lazio nel derby, partita da cui non a caso la Roma ha innestato una marcia diversa. Dunque Florenzi giocherà esterno alto e Santon completerà la difesa con il rientrante Manolas al fianco di Fazio (ma la buona prova di Jesus a Firenze non esclude la sorpresa del brasiliano) e Kolarov a sinistra. In mezzo resteranno vigili Cristante e Nzonzi, mentre Lorenzo Pellegrini (preferito a Zaniolo) ballerà dietro Dzeko con Florenzi e Kluivert sui lati a fare da fastidiosi incursori. Formazione inedita, dunque, con l'olandese in campo dal primo minuto come già avvenuto due volte, una in Champions col Plzen e una a Bologna in campionato. C'è un po' di curiosità per capire chi dovrà accontentarsi della tribuna: i candidati sono Coric e, se l'allenatore rispetterà il principio di due giocatori del ruolo in panchina (come noto nella lista di Champions c'è spazio solo per 7 panchinari), dovrà probabilmente sacrificarsi El Shaarawy, con Ünder e Schick pronti a subentrare alla bisogna.

La splendida corsa della Roma nella Champions dello scorso anno va onorata con un'altra bella prestazione, tale da arricchire ulteriormente le casse della società (con i premi Uefa) ma anche la considerazione che in Europa si può avere di questa squadra, che invece in Italia fatica a farsi apprezzare, e quindi temere. Vincere stasera servirà proprio a questo: a far meglio in campionato. Eccola la sottile linea russa della continuità che va cercando l'allenatore.