Ogni mattina, a Roma, un esterno basso si sveglia e sa che dovrà correre più dell'attaccante per non subire gol. Ogni mattina, ovunque giochi la Roma, un esterno alto si sveglia e sa che dovrà correre più del difensore per aiutare la squadra a vincere. Ogni mattina, non importa che giochi alto o basso, l'importante è che Florenzi cominci a correre.

È lui l'uomo deputato a macinare chilometri avanti e dietro, a seconda delle esigenze di squadra. Questa volta tutte le indicazioni portano a pensare che a Mosca giocherà nella linea a tre alle spalle di Dzeko, per dare manforte all'attacco e al tempo stesso fornire il necessario equilibrio alla squadra. Perché un dato è certo: se c'è bisogno di tappare una falla, Alessandro c'è. Nelle ultime settimane anche con la fascia di Capitano al braccio per l'assenza forzata del legittimo detentore, quel Daniele De Rossi che per lui è un modello. Il ragazzo di Vitinia non gioca lì nel mezzo come il numero 16, è più defilato in campo, ma la disponibilità nei confronti della squadra è la stessa. E anche le esultanze somigliano sempre più a quelle sfrenate di DDR.
Nella stagione in corso Florenzi ha realizzato due reti, entrambe decisive per rimontare partite che si erano messe male: la prima per responsabilità romaniste, in casa contro l'Atalanta; la seconda recentissima, falsata da una decisione arbitrale più che discutibile, sabato scorso a Firenze. Il suo gol ha parzialmente reso giustizia alla buona prestazione della Roma. I due centri sono arrivati partendo sempre dalla posizione di terzino, negli arrembaggi finali alla ricerca del pareggio: situazioni nelle quali Alessandro è stata una presenza ulteriore nella trequarti avversaria, con le sue continue discese sulla fascia destra.

Oggi avrà Santon alle sue spalle: una garanzia per il rendimento mostrato finora dall'ex interista, che gli può assicurare l'opportunità di coprire una porzione di campo minore rispetto al solito. Eppure in quella posizione Florenzi ha già giocato in più occasioni: prima di arretrarlo nell'abituale ruolo di terzino, Garcia lo utilizzava in attacco. Come anche i suoi successori, compreso Di Francesco, che davanti lo ha schierato nel derby. Un precedente niente male.