Lunedì 9 aprile 2001, a Firenze, Daniele De Rossi andò per la prima volta in panchina in prima squadra. Domenica prossima De Rossi - che nel frattempo, da cucciolo della rosa è diventato il più anziano - potrebbe non farcela, e la sua assenza potrebbe portare coi grandi qualche ragazzo della Primavera. Perché domenica sera a Napoli i convocati erano solamente 21, con un panchina di 10 elementi invece dei 12 ammessi: Manolas dovrebbe farcela, fra gli infortunati Karsdorp e Perotti non ci saranno, Kluivert, Pastore e DDR sono ancora in dubbio. I tempi di attesa per il 16 andranno ancora valutati, ma la cisti che lo ha costretto a chiedere il cambio al San Paolo regalerà a Cristante l'occasione di far vedere che vale la trentina di milioni che la Roma si è impegnata a versare all'Atalanta: in panchina restano solamente Coric e Zaniolo (che peraltro Di Francesco vede in posizione più avanzata). Per ora non ci sono centrocampisti della Primavera nella numerazione ufficiale della prima squadra, un paio sono fermi per infortunio, restano in tre a sperare di essere inseriti in vista della trasferta di Firenze: eccoli, in ordine decrescente di età.

Marcucci

Classe 1999, ha passato l'estate all'Europeo Under 19, insieme a Zaniolo: il compagno d'azzurro, che a Roma non aveva ancora giocato, sapeva di dover rimanere, per essere valutato da Di Francesco (che aveva già ricevuto relazioni eccellenti), lui sarebbe dovuto andare in prestito. Alla fine nulla di fatto, ed è rimasto in Primavera, a fare il fuoriquota: ne possono giocare tre, c'erano già Stefano Greco, Cargnelutti e Celar, lui si è aggiunto al gruppo, sapendo che tra le convocazioni in prima squadra del portiere (che poi in realtà si è fatto male), infortuni e squalifiche, il posto sarebbe sempre saltato fuori. Partito a ritmo ridotto, finito un paio di volte in panchina, è salito di tono in queste ultime gare, riprendendosi la fascia di capitano, che ha portato per una vita, ed era finita a Cargnelutti: ottima la prestazione contro il Cska in Youth League. Di Francesco lo ha portato in ritiro nel 2017, e in panchina in serie A, in Roma-Benevento dell'11 febbraio, quando Daniele De Rossi era fuori condizione, e giocò solamente gli ultimi 8'. È il più difensivo dei tre: vertice basso nel 4-1-4-1, il suo problema è che fisicamente rischia di pagare dazio, nel calcio dei grandi.

Pezzella

Classe 2000, lo scorso anno era la riserva di Marcucci: la sua inattesa conferma rischiava di togliergli spazio, alla fine Alberto De Rossi ha trovato il modo di farli convivere, schierandolo in posizione leggermente più avanzata rispetto al capitano. E Pezzella lo sta ripagando con un rendimento altissimo: 3 gol in 6 partite di campionato, senza tirare i rigori. In compenso le punizioni sono uno dei pezzi migliori del suo repertorio: è bravissimo a mettere in mezzo quei palloni a effetto, che se non trovano deviazioni di testa poi puntano la porta, rischiando di sorprendere il portiere (vedi Roma-Sassuolo: un assist e un gol). Ha giocato 5' dell'amichevole con la Chapecoense dello scorso ano, il secondo tempo di quella col Benevento a settembre: è l'unico dei tre a non essere stato convocato per gare ufficiali, ma ormai è solo questione di tempo.

Riccardi

Classe 2001, è il predestinato, il giocatore di maggior talento del vivaio giallorosso: 2 gol quest'anno, contro Palermo e Cska Mosca, entrambi sullo 0-0, 8 lo scorso anno, secondo miglior marcatore della squadra dopo il centravanti Celar. Anche lui, come Marcucci, era stato convocato per Roma-Benevento, se i campani non avessero accorciato le distanze avrebbe anche esordito in serie A, visto che Di Francesco lo aveva fatto scaldare nel finale di gara. Nazionale italiano Under 19 (sotto età), giocherà in serie A con la Roma: è solo questione di tempo. Anche se, rispetto agli altri due, ha caratteristiche più offensive: nel 4-1-4-1 gioca mezzala, nel 4-2-3-1 trequartista o esterno, non certo mediano.

Gli altri

Jean Freddi Greco invece da mediano ha giocato spesso, pur nascendo terzino sinistro, ma è fermo per infortunio, come Sdaigui, che a Firenze è nato. La partita di sabato la guarderanno in tv, al limite potranno fare il tifo per i compagni.