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VIDEO - Marco Morricone: "Papà era figlio di Roma, della romanità e romanista"

Il figlio del Maestro all'inaugurazione del murales: "Tornava bambino quando andavamo allo stadio, quando dirigeva doveva sapere il risultato della partita"

PUBBLICATO DA La Redazione
10 Novembre 2022 - 12:22

Alle 11 in Piazza Lorenzo Lotto è andata in scena l'inaugurazione del murales dedicato a Ennio Morricone. All'evento a cura della Roma e del Comune, ha partecipato anche il figlio del Maestro, Marco, che ha voluto ricordare il padre il giorno del suo 94° compleanno. Di seguito le sue parole. 

"Ci sono murales di mio padre ovunque, ne ho contati 7-8, in una città di 300mila persone. Mi emoziona fortemente una cosa, il fatto che sia stato scoperto nella città che lo ha allevato. Papà era figlio di Roma, della romanità e romanista, ma come dicevo e come ho detto spesso, non si è fatto mai attrarre dei lustrini e dalle stelle luminose dell'oltreoceano, ma è voluto rimanere qua, ben conscio del fatto che la musica non ha passaporti e confini, noi adesso vediamo guerre per qualche centiaio di metri quadrati, ma la musica non ha confini e travalica tutto, ed è un linguaggio universale. Questo lui l'ha usato nonostante apparentemente fosse poco socievole, anche se diventava un bambino quando si andava allo stadio o quando eravamo fuori e voleva sapere mentre dirigeva il risultato della Roma e io gli dovevo fare dei cenni, collegandomi anche sui siti pirata. Sono cose da bambini grandi, che hanno tanta passione per quello che si fa nella vita e nel lavoro. Oggi è un giorno importante, perché sarebbe stato il suo 94° compleanno, oggi ci fanno un dono i produttori del film che riesce per 3 giorni in tutte le sale d'Italia. Io lo riandrò a vedere, per la decima o quindicesima volta, perché è talmente importante per me capire qualcosa in più di mio padre, perché a ogni visione ho capito qualcosa in più. Il linguaggio andava decodificato, non era un linguaggio comprensibile, anche se ci ha accompagnato tutti per tanti anni, me compreso. Perché la sua musica l'ascoltavo anche io. Voglio dire grazie a tutti, a chi ha voluto questo ricordo della romanità di papà e ringrazio tutte le autorità, la Roma, il presidente, scusate se mi dimentico qualcuno. Ringrazio chiunque l'ha voluto e anche chi non l'ha voluto perché della Lazio. Vi ringrazio molto". 

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