Fabrizio Birimbelli, in arte Pupazzaro, è prima di tutto un ragazzo con la passione per una squadra, la Roma, «e per il disegno, ma io di lavoro faccio l'informatico», racconta. Dopo essersi fatto notare in giro per il mondo con i suoi lavori, arrivando ad esporli fino a San Pietroburgo, ha deciso di iniziare una collaborazione speciale con il nostro giornale. Dal prossimo dicembre infatti in edicola e sul nostro store online, sarà disponibile un calendario colorato di giallorosso, impreziosito dalle sue originali caricature. La versione cartoonata della banda Mourinho ci accompagnerà così per tutto il 2022, che si spera sarà ricco di tante soddisfazioni.

Fabrizio come nasce la tua arte? È prima di tutto una passione?
"Io disegno da quando ho ricordi e ho sempre continuato a farlo. Non è mai diventato veramente un lavoro, di professione faccio l'informatico. Ma il disegno, la pittura e la grafica in generale sono sempre stati una passione che ho continuato a far crescere studiando, esercitandomi e migliorando sempre di più".

Come concili il tuo lavoro da informatico con quello di artista?
"Fortunatamente (o sfortunatamente) soffro di insonnia e dormo poco. Quindi in orari assurdi porto avanti questa attività. Poi l'informatica in qualche modo ha a che fare con quello che faccio, soprattutto da qualche anno: disegno su una tavoletta grafica che mi permette di lavorare in modo molto più veloce e pratico. Nel disegno analogico su carta hai una gomma ma un bell'Annulla (CTRL-Z) quando fai qualche errore sul PC è davvero impagabile".

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da fabrizio (@pupazzaro)

Mi racconti la tua esperienza in Russia nell'anno dei mondiali?
"È stata sicuramente l'esperienza più divertente e assurda di questa mia "carriera" da Pupazzaro. Nel 2018, anno dei Mondiali appunto, sono stato contattato dall'Accademia di belle Arti di San Pietroburgo per organizzare una mia personale di ritratti di calciatori e allenatori presso il loro museo. L'accademia fondata nel 1756 ha avuto tra i suoi allievi i più grandi pittori russi, e il museo è addirittura il più antico di tutta la Russia. All'inizio ho pensato a uno scherzo davvero ben fatto, magari di qualche mio amico, con le lettere in cirillico, i timbri e tutto il resto. Era davveri troppo surreale per essere vero. Ma poi con il passare del tempo ho dovuto iniziare a crederci, finchè alla fine mi sono trovato all'inaugurazione con esponenti del ministero della cultura russo, il vicepresidente della federazione russa di calcio ed il direttore della Filarmonica di San Pietroburgo a commentare come le mie opere rappresentassero in qualche modo l'Italia nella competizione".

Un evento veramente emozionante...
"È stato tutto meraviglioso, ho avuto anche modo, attraverso il mio piccolissimo contributo, di vedere come il calcio possa convivere con l'arte che spesso viene considerata un argomento non adatto a tutti. Ho visto con immenso piacere tifosi di diverse parti del mondo venire a visitare la mostra dicendomi che era la prima volta che si avvicinavano ad un museo. Probabilmente questa è stata la cosa che mi ha fatto più piacere".

Invece la Roma come ti ha scoperto?
"Negli anni passati la Roma ha chiesto ai tifosi di condividere sui social opere d'arte di tifosi con l'hashtag #RomaArt. Ho condiviso alcuni ritratti in stile Napoleonico di diversi giocatori della Roma e sono stato ripubblicato sul sito ufficiale. Poi Antonio Rudiger mi ha contattato per avere il suo ritratto e mi ha invitato a Trigoria, con l'occasione ho potuto portare un ritratto anche a Francesco Totti. E lì in pratica è iniziato tutto".

Come nasce il nome Pupazzaro?
"A Roma disegnare fumetti o caricature si può anche sintetizzare dicendo "fare i pupazzi". Da ragazzo passavo giornate a riempire fogli. E i miei sottolineavano la cosa dicendomi «stai sempre a fa i pupazzi», invece di occuparmi di altro, per esempio, che so... studiare".

Il tuo legame con la squadra? Vai allo stadio?
"Tifo la Roma da sempre, grazie all'esempio di mio padre e mio fratello. Con quest'ultimo qualche volta andiamo allo stadio, non siamo abbonati ma non ci consideriamo neanche degli occasionali. Quando si può proviamo ad andare a vedere le coppe europee: ci rimangono ancora di traverso una coppa uefa ed una recente champions da rimettere a posto. Prima o poi..."

Hai iniziato ritraendo i calciatori giallorossi nei panni di personaggi dell'era napoleonica…Ma ti piace creare anche cose nuove…Come è nata la linea cartoon (quella del calendario)?
"Essendo una passione ho la fortuna di poter cambiare e sperimentare cose nuove. Mi piace rifare stili del passato rivedendoli in chiave calcistica: ho fatto una serie di stampe giapponesi con i maggiori calciatori, poi una serie ispirata ai poster di propaganda degli anni 60, una serie di simil-vetrate ottocentesche ed ultimamente ho realizzato per EA Sport una serie di illustrazioni utilizzate per il gioco FIFA 22 in stile super eroi dei fumetti. La serie cartoon è anche quella un riferimento al passato, in particolare ai cartoni degli anni trenta, tipo Betty Boop o il primo Topolino".

Un'altra esperienza importante è stata quella al Chiostro del Bramante durante gli Europei, ci racconti com'è nata?
"All'interno degli spazi espositivi del Chiostro ho avuto la fortuna di portare alcuni disegni che fanno parte di un progetto che ho chiamato "Cultural F.C."; ho sempre ritratto calciatori piazzandoli in epoche e contesti diversi, in questo progetto ho preso artisti, poeti, scienziati del passato dipingendoli in vesti e pose da calciatori, con le divise delle nazionali di appartenenza. Quindi un Van Gogh che dopo aver segnato mostra l'orecchio, Frida con la storica maglia Azteca degli anni 90, Salvador Dalì, con braccia tatuate, capitano delle furie rosse e cosi via".