Alessandro Florenzi, calciatore del Psg in prestito dalla Roma, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio delle sue parole:

"A Parigi sono stati mesi vissuti pienamente. Era quello che cercavo: una nuova esperienza, in un nuovo Paese, con una nuova lingua e un nuovo spogliatoio in cui integrarmi. Mi hanno aiutato compagni che conoscevo dai tempi della Roma, come Marquinhos e Paredes. E ovviamente Marco Verratti che conosco anche grazie alla Nazionale. è un'esperienza bella".

A proposito, il campionato italiano com'è da lontano?
"Beh, questa stagione è stata molto interessante perché dopo nove anni c'è una nuova regina. E bisogna fare i complimenti all'Inter e a Conte per il lavoro che è stato fatto. Tutto però rimane aperto per i posti in Champions. Insomma, la Serie A la seguo sempre da appassionato e da tifoso, perché resto della Roma: questo nessuno me lo potrà mai togliere".

A Roma c'è stata la rivoluzione. Arriva Mourinho sulla panchina al posto di Fonseca. È l'allenatore giusto?
"Innanzitutto credo che sia una vera boccata d'ossigeno per tutto l'ambiente. Arriva forse uno dei tecnici con più grande personalità e carisma, che sa e può gestire il contesto romano che si sa, e io lo so in primis, non è proprio dei più facili. Mi auguro che Mourinho possa fare davvero bene".

La Roma con Mourinho in panchina può puntare subito allo scudetto?
"Per lo meno lo spero, se non altro da tifoso, così potrò andare a festeggiare al Circo Massimo…".

Negli ultimi tempi è stato accostato all'Inter di Conte che la apprezza da quando era Ct della Nazionale. Le fa piacere?
"In questi ultimi anni ho lavorato tanto per tornare ai miei livelli di prima degli infortuni. Penso di esserci riuscito, soprattutto facendo un intenso lavoro a livello mentale: è la testa che muove le gambe, non il contrario. Ovviamente fa piacere essere accostato a una grande squadra come l'Inter, ma di solito non faccio attenzione alle voci di mercato, a quello che dice la gente o a ciò che scrivono i giornali. Preferisco i fatti alle parole, lavorare sul campo, e pure fuori per migliorare tutti gli aspetti indispensabili alla vita di un giocatore, dall'alimentazione al riposo. Comunque, sto vivendo l'esperienza parigina intensamente. Insomma, zero chiacchiere. Tutte le mie energie sono investite nella causa del Psg. Sto cercando di ripagare la fiducia del presidente e del ds Leonardo, di Tuchel con cui ho iniziato la stagione, e adesso di Pochettino che continua a credere in me. Quindi voglio solo dare il massimo. Il resto si vedrà".