"Complimenti ai Friedkin, sono proprio felice che a rappresentare la mia Roma ci siano loro. In Germania abbiamo apprezzato il loro comportamento". Sono le parole di Rudi Voller, dirigente del Bayer Leverkusen, rilasciate in un'intervista a Il Messaggero. L'ex calciatore della Roma ha lodato la presa di posizione della società giallorossa nei confronti della Superlega. Ecco uno stralcio delle sue parole:

La Roma, nonostante la proprietà Usa fosse stata contattata dai fondatori della Superlega, si è rifiutata di aderire al loro progetto. Bene, no?
"Martedì sera ero a Monaco, con il Bayer Leverkusen per la gara contro il Bayern. Allo stadio ho letto il comunicato del club giallorosso che ha dichiarato la sua fedeltà alle istituzioni sportive, a cominciare dall'Uefa. Ho subito chiamato l'ad Guido Fienga per manifestargli la mia soddisfazione per la scelta. Li ho ringraziati. Poi vicino a me avevo Rummenigge che ha ascoltato la telefonata. Kalle ha voluto parlare con Fienga, anche lui per dire al dirigente giallorosso di girare i suoi complimenti alla famiglia Friedkin. Gli abbiamo detto che sono stati bravi a non cadere nella trappola".

Che cosa ha rischiato il calcio dopo il comunicato della Superlega?
«Di morire. Colpa di un'iniziativa criminale che sarebbe stata utile solo a quelle società che vogliono vedere aumentare i ricavi per fare altri debiti. Lo sanno e lo vedono tutti quali sono i loro obiettivi. Loro avrebbero continuato a spendere come hanno fatto in questi anni. Alzando il monte ingaggi e creando disparità con gli altri club, a livello nazionale ed europeo. Pensano da sempre ai loro interessi e non a quelli del calcio".

Ceferin ha chiarito che i legali dell'Uefa stanno valutando se sia possibile punire le 12 società. Sarebbe favorevole a un'eventuale sanzione per gli scissionisti?
"Non lo so. Meno male che l'operazione è saltata. Sarebbe stata una follia. Adesso, però, bisogna tirare definitivamente le somme: chi insiste con idee del genere, è fuori. Iniziando dai tornei locali. Lo direi anche se lo facesse un club tedesco. La regola deve essere chiara. E nelle coppe europee si deve andare sempre per i risultati ottenuti in campionato. Contano i meriti, prima dei soldi".