Domani si compiono 45 anni dal colpo di stato cileno dell'11 settembre 1973, quando i militari guidati da Pinochet rovesciarono il governo di Salvador Allende dando inizio a una dittatura che si rese responsabile di numerosi crimini contro il popolo cileno. All'interno dell'Estadio Nacional, dove oggi gioca l'Universidad de Chile, la squadra di David Pizarro, furono rinchiusi e torturati oltre 40mila prigionieri politici tra il settembre e il novembre di quell'anno. 

Sabato, prima dell'andata dei quarti di finale della Coppa di Cile contro il Palestino, l'ex calciatore romanista e il compagno di squadra Isaac Diaz hanno depositato un mazzo di fiori di fronte al monumento dedicato ai desaparecidos, persone che entrarono all'Estadio Nacional per non fare più ritorno a casa. Il memoriale consiste in una serie di panche lasciate vuote con sopra una scritta: "Un popolo senza memoria è un Paese senza futuro".