Daniele De Rossi torna a parlare di Roma, lo fa a margine del "Premio Calabrese" dove sarà insignito di un riconoscimento alla carriera. In questa stessa occasione saranno premiati anche il CEO della Roma Guido Fienga e l'ex giallorosso Federico Balzaretti. Ecco le dichiarazioni di De Rossi:

Tutti dicono che sei un predestinato per la panchina...
"Negli anni si è detto di tanta gente che poi magari non è arrivata, oppure tanti a cui non avresti dato una lira invece hanno fatto bene. Parlare molto prima non è giusto. Di sicuro ho grande voglia e penso di avere qualche idea, intanto prima devo prendere il patentino".

Quale errore non deve commettere la nuova proprietà americana della Roma?
"Devo prendere il patentino per fare l'allenatore, il patentino da dirigente lo lascio prendere ad altri. Non mi sento di dare consigli particolari. Il fatto di tenere tutti con i piedi per terra fa bene a tutti, perché fare promesse che non puoi mantenere in una situazione come Roma, in una piazza come Roma, rischia di accendere gli animi subito. Sarebbe stato un grande errore. Meglio partire calmi e poi sorprendere tutti".

Sei stato vicino alla Fiorentina?
"Io sono molto vicino a fare il corso, spero di avere delle opportunità importanti. La Fiorentina sarebbe un'occasione gigante, si tratta di una piazza importante e ci andrei a piedi, così come in qualsiasi altra squadra di Serie A. Sarebbe una grande responsabilità ma sono questi gli obiettivi di tutti gli allenatori".

Se la Roma ti avesse chiamato tu cosa avresti detto?
"Io devo fare il mio percorso e poi vedere chi sarà interessato. Adesso parlare del nulla non serve a niente. Poi ogni parola mia in una piazza come Roma pesa il doppio e non è corretto. C'è tanta gente che sta lavorando, un allenatore e una società nuova. Loro devono fare il loro percorso e io farò il mio. Io devo stare attento quando parlo proprio per questo perché ogni parola che dico ha il suo peso e devo rispettare tutti, in primis per Fonseca".

Un ritorno di Totti cosa può dare alla Roma?
"Non lo so, chiedetelo a Francesco. L'ho sentito ma non abbiamo parlato di calcio, l'ho letto sui giornali. Non so niente".

Dzeko alla Juve, che ne pensi?
"Non penso, il lavoro che dovrò fare è faticoso e mi concentro su questo. Il mercato è una questione molto vostra".

Ti manca il campo?
"No, non ho più toccato un pallone da quando ho smesso. Avrei voluto vivere un po' di più il Boca. A Roma sento di aver dato tutto, lì invece mi è mancato qualcosa. Quindi quando vedo lo stadio e i compagni sento di aver perso qualche mese o un anno che avrei potuto dedicare a quel posto speciale. Il calcio non mi manca, a una certa età scendere dal letto senza dolori è un regalo. È bello poter allentare la tensione prima di fare quello che vorrò fare".

La Roma ti manca?
"La Roma mi manca sempre, i tifosi li incontro per strada. È stato un percorso talmente lungo e pieno d'amore che l'ho metabolizzato. È stato un lavoro fatto nel corso degli anni e ci sono arrivato abbastanza preparato".