Il presidente dell'Uefa Ceferin è stato protagonista di un'intervista al The Guardian. Tra i suoi spunti, la situazione del calcio europeo, le possibilità di una ripresa e il futuro del Fair Play Finanziario.

Come descriverebbe la situazione attuale e quali sono le sue sensazioni?
"C'è ancora tanto lavoro da fare. Ci sono così tante informazioni di cui tenere conto e così tanti problemi di calendario, oltre a milioni e milioni di dollari che perderemo. È difficile prendere sonno la notte in un momento del genere. La situazione dell'Uefa non è così allarmante, non siamo in una situazione pericolosa, ma abbiamo comunque a cuore i club e i campionati, per cui c'è ancora tanto da fare".

Scommetterebbe un milione di dollari che Euro 2020 si giocherà nel 2021?
"Si lo farei, non so perché non dovrebbe giocarsi. Non credo che il virus durerà per sempre. Credo che cambierà prima del previsto".

Cosa le dà questa impressione? 
"È una situazione seria ma sta piano piano scemando e stiamo diventando più cauti. Sappiamo di più sul virus, e in generale sono ottimista. Non mi piace questa visione apocalittica per cui dobbiamo aspettarci una seconda o terza ondata. Siamo pronti e seguiremo le indicazioni delle autorità, ma sono assolutamente sicuro che il buon vecchio calcio con i tifosi tornerà presto".

Il calcio cambierà per sempre?
"Non credo. È una nuova esperienza e quando ci saremo liberati di questo maledetto virus torneremo alla normalità. Il calcio non è cambiato dopo le guerre e non cambierà a causa di un virus. Le persone hanno detto più volte che il mondo non sarà più la stessa cosa... Questo potrebbe essere vero ma il mio punto di vista è perché non pensiamo che il mondo possa migliorare? Perché non pensare che saremo più intelligenti, o che capiremo quanto siamo fragili e indifesi verso la natura? C'è sempre una lezione da imparare". 

Quale sarà il futuro del Fair Play Finanziario? 
"Segue ancora le regole correnti? E quanto è importante che i club vengano sanzionati se non lo fanno? Se non seguiranno le regole saranno sempre sanzionati ma ovviamente stiamo continuamente pensando a come migliorare i nostri regolamenti e eventualmente adattarsi ai nuovi tempi. Questo non accadrà presto ma stiamo pensando di migliorare il FPF, modernizzarlo e renderlo più equilibrato. Stiamo pensando a una sorta di "tassa di lusso", se possibile. Ci sono tante idee, ma in questo momento difficile abbiamo smesso di pensare più o meno ai cambiamenti futuri. Ora dobbiamo rimetterci in carreggiata e lo stiamo facendo. Poi, quando tutto si sarà calmato, torneremo ai nostri vecchi compiti".

Si è lavorato molto sugli stipendi dei giocatori. Crede che i calciatori debbano essere più umili e meno avidi e che i club debbano essere più oculati con le proprie spese?
"Non credo che i calciatori siano avidi. Il mercato decide il prezzo e se ti vengono offerti 20 milioni di dollari a stagione credo che né io né lei diremmo "No, no, non voglio essere avido, mi dia 200mila dollari". Non sono avidi, è il mercato a decidere. Ma ora vedremo come risponderà il mercato alla crisi e se questo comporterà un abbassamento dei prezzi. Non è giusto definire i calciatori avidi a causa dei loro salari. Portano molto beneficio al mondo del calcio e il calcio è una grande industria che paga tante tasse. Anche i giocatori lo fanno, per cui avidità non è la parola giusta. Non penso neanche che i club debbano spendere meglio i loro soldi, perchè è semplicemente il mercato che decide i prezzi".