Il derby che nessuno ha visto si è giocato oggi a Pyongyang con protagoniste le nazionali della Corea del Nord e della Corea del Sud (nazioni ancora formalmente in guerra), e si è concluso con un pareggio per 0-0. La partita è stata blindata vietando la diretta televisiva e la partecipazione di giornalisti e tifosi allo stadio, sia sudcoreani che di paesi stranieri, per impedire la diffusione di immagini sconvenienti. Tra i pochi in grado di poter vedere la partita, vi era il presidente della FIFA Infantino. La Corea del Nord ha promesso alla federazione sudcoreana di rilasciare un DVD con la registrazione dell'incontro prima che lasci il paese, dandole così la possibilità di trasmetterla in differita in Corea del Sud.

Oltre alle difficoltà relative all'assenza dei propri tifosi, i giocatori sudcoreani hanno dovuto sostenere un lunghissimo viaggio facendo scalo a Pechino per ottenere il visto dall'ambasciata nordcoreana in Cina e quindi poter volare su Pyongyang. Inoltre, hanno dovuto sottostare a regole sull'atteggiamento da tenere nel corso della trasferta vedendosi vietati abiti con marchio Nike e smartphone e tablet marcati Apple.Grande preoccupazione insomma per i giocatori della Corea del Sud, ben testimoniata dalle parole del difensore Lee Jae-ik: "Onestamente non penso tanto al risultato, la mia priorità è quella di tornare vivo da Pyongyang".