Il nuovo viaggio azzurro parte stasera dalla Turchia, per l'esattezza da Konya, in Antalya (diretta tv su Rai 1 dalle ore 20,45), per una partita che nessuno avrebbe voluto giocare, almeno non per questo motivo. Si affronteranno infatti le deluse degli spareggi di giovedì scorso mentre al do Dragao Portogallo e Macedonia si contenderanno uno dei posti residui per il mondiale del Qatar di novembre. Poteva essere quello di stasera il canto del cigno per Mancini, invece rappresenterà di fatto la prima partita del nuovo ciclo. Il ct ha infatti sciolto ufficialmente le riserve nella conferenza stampa di ieri da Coverciano, dove la Nazionale ha svolto l'allenamento di rifinitura prima di partire per la Turchia: «Ho parlato con il presidente della Figc Gravina, siamo allineati su tutto, sicuramente parleremo ancora nei prossimi giorni perché ci sono molte cose da migliorare, ma possiamo proseguire insieme questo viaggio. Mi fa piacere che nonostante la grossa delusione sofferta, il lavoro fatto in questi quattro anni sia stato apprezzato. E parlare con i ragazzi in queste ore mi ha confermato che sono un gruppo splendido. E sono contento di continuare a lavorare con loro».

La delusione non è stata ancora riassorbita, Mancini ha tenuto a sottolineare quanto il destino abbia inciso in questa eliminazione: «Inutile rianalizzare ogni singola partita, noi il gruppo di qualificazione avremmo meritato di vincerlo di 2 punti minimo, ma potevano anche essere 4. Non possiamo dimenticare le due partite con la Svizzera, non possiamo dimenticare che a Basilea avremmo meritato di vincere 2-0, anche 3-0. Questa squadra ha sempre giocato, purtroppo non è stata fortunata e per questi dettagli casuali è stata eliminata».
Ha ragione il ct e l'opinione pubblica è con lui. La maggior differenza rispetto all'esperienza già vissuta con Ventura e con la Svezia sta proprio nell'apprezzamento generale per il lavoro di Mancini: «È vero e ringrazio tutti, è sicuramente una cosa inusuale nel calcio, non succede spesso. Probabilmente la gente apprezza il fatto che abbiamo tentato una strada diversa, fatta di bel gioco, e questo è stato apprezzato». Questo è il motivo per cui Mancini onorerà il suo contratto fino al 2026, dunque fino alla prossima scadenza mondiale: «Io sono convinto che questo gruppo, con qualche piccolo innesto, potrebbe vincere ancora. Ne ero convinto già per il Mondiale in Qatar, a maggior ragione lo penso proiettando il discorso sulle qualificazioni europee, nostro prossimo impegno. Ma già gli impegni di giugno con la Nations League saranno utilissimi».

Il ct della Nazionale, Roberto Mancini, a Konya (Getty Images)

L'Italia dunque comincerà stasera il nuovo cammino con una squadra semisperimentale, con qualche giocatore che nel prossimo ciclo non ci sarà più (per esempio la coppia centrale Acerbi-Chiellini, ma probabilmente anche gli esterni De Sciglio e Biraghi) e con un gruppo di giovani tra centrocampo e attacco su cui impostare il lavoro del futuro, da Tonali a Zaniolo passando per Scamacca e Raspadori. In cabina di regia stasera ci sarà Cristante, probabilmente affiancato da Pessina. Polemiche smorzate dal ct anche per i giocatori rimandati a casa prima di questa gara: «Facciamo sempre così quando abbiamo le due partite. Non avrebbe avuto senso portare gli acciaccati, tipo Insigne, Mancini, Verratti, Florenzi e Politano, o quelli che sarebbero andati in tribuna, Immobile e Jorginho. Considerate pure che il Chelsea era stato molto collaboratorivo con noi, ci aveva dato il ragazzo tre giorni prima risparmiandogli anche una fatica in coppa». Sembra quasi che il ct volesse sottolineare «magari facessero così anche i club italiani». La sensazione è che tra le cose da migliorare, di cui parlava Mancini, una sia proprio la disponibilità dei club nei confronti dell'attività della Nazionale.
Massima apertura della squadra a Mancini è stata manifestata pubblicamente da Bonucci, di fatto il nuovo leader della squadra da quando Chiellini (da domani) non ci sarà più: «Continuare con il mister era la cosa più logica. Non vi nascondo che le 48 ore dopo l'eliminazione sono state bruttissime, c'era un silenzio durante i pasti e nello spogliatoio a cui non eravamo proprio abituati. Ma ora è il momento di ripartire, ci sono le basi per una grande risalita e siamo felici di riprovarci tutti assieme».