Nessuna esenzione per gli atleti professionisti e che svolgano attività di interesse nazionale. Dalle Faq del Dipartimento per lo Sport del Governo, risulta chiaro che, a partire dal prossimo 10 gennaio, per gli atleti sarà necessario avere il Super Green Pass, rilasciato a seguito di vaccinazione o guarigione dal Covid-19, per accedere agli impianti sportivi, in particolare agli spogliatoi. Un obbligo vaccinale mascherato, visto che poi, per la pratica sportiva (il vero e proprio lavoro degli atleti professionisti) è richiesto il Green Pass base, ottenibile anche a seguito di un tampone risultato negativo e valido per un periodo di tempo limitato.

Sembra dunque inevitabile, per tutti gli atleti (e quindi anche calciatori) tesserati per le società italiane, ricorrere al vaccino contro il Covid-19. Nell'articolo 17 del nuovo decreto, aggiornato ieri, si legge infatti che «a partire dal 10 gennaio 2022, in zona bianca, gialla e arancione, l'accesso a eventi e competizioni sportivi [...] e l'accesso a servizi e attività di piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all'interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso, nonché agli spazi adibiti a spogliatoi e docce [...] sarà consentito esclusivamente ai soggetti in possesso di una delle certificazioni verdi Covid-19 di cui all'articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis) del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito con modificazioni dalla L. 17 giugno 2021, n. 87, (cd. certificazione verde "rafforzata")». E il possesso del Super Green Pass, ovviamente, è richiesto «anche per gli atleti agonisti o di rilevanza nazionale che accedono ai servizi e attività per i quali la normativa lo prevede».