Nella Capitale, ormai si sa, continua a trovare spazio una nuova modalità di raccontare e affrontare i problemi della società. Sui muri dei quartieri capitolini, infatti, campeggiano opere di street art da brividi, realizzate con estrema cura, capaci di raccontare storie, di lasciare ai colori la libera interpretazione di tematiche sulle quali di parole ne abbiamo sentite anche troppe.

In tal senso, uno degli ultimi murales apparsi nel quartiere San Lorenzo è quello, completamente ecologico, realizzato in occasione del Global strike for future, il grande sciopero mondiale per il clima che si è tenuto venerdì 15 marzo in tutto il mondo per iniziativa del movimento "Fridays for future" contro i cambiamenti climatici, ispirato alla giovane attivista svedese Greta Thunberg. Una tematica attuale, raccontata, ancora una volta, in chiave artistica. L'autore è l'urban artist romano Matteo Brogi, da anni attivo nel movimento artistico e culturale underground della Capitale. E, in relazione con la tematica affrontata, il murales è realizzato interamente con Airlite, la pittura cento per cento naturale che purifica l'aria e riduce l'inquinamento. Più nello specifico, l'opera di Brogi è ispirata alla campagna globale sulla giustizia ambientale di "Ben & Jerry's", il marchio americano produttore di gelati con i pezzettoni, che già altre volte ha realizzato campagne sui cambiamenti climatici e il commercio equo e solidale. Protagonista del murales è un orso polare che afferra un cono gelato a forma di mondo, che si scioglie a causa del riscaldamento globale. Un'immagine semplice per parlare di un concetto complesso, un modo per smuovere le coscienze, di grandi e piccoli, per attirare l'attenzione su un tema fondamentale e per dare voce (oltre che colore) ai muri della nostra città. «Penso che la street art e l'impegno per il clima lotta abbiano molti punti in comune. Entrambe le azioni, infatti, nascono come risposta ad una situazione di malessere e ingiustizia. La street art da sempre ha voluto far riflettere su tematiche sociali, politiche e ambientali, lottando contro la cementificazione delle città, oltre che contro le disuguaglianze sociali e l'inadeguatezza di chi governa paesi e nazioni», ha dichiarato l'artista Matteo Brogi.

Dipingere per pulire l'aria

A proposito di cambiamenti climatici e di sostenibilità, l'iniziativa è anche volta a contribuire al miglioramento della qualità dell'aria di Roma. Infatti, il materiale con cui è stato realizzato il murales, l'Airlite, è una pittura innovativa che trasforma le pareti di case, uffici e scuole in depuratori d'aria naturali alimentati con l'energia solare. Si tratta di una vernice in polvere a cui, aggiungendo dell'acqua che contiene biossido di titanio in grado di attivarsi a contatto con la luce (sia naturale che artificiale), trasforma agenti inquinanti come ossidi di azoto e zolfo, benzene, formaldeide e monossido di carbonio in molecole di sale. Una vernice in grado di "mangiare" lo sporco che c'è nell'aria, all'aperto o all'interno di un edificio, depurandola dall'88,8% dell'inquinamento presente, e che, usata all'interno degli edifici in cui viviamo, contribuisce a renderli più igienici e salutari. A farne un cavallo di battaglia della street art romana, è stato l'artista Federico Massa, alias Iena Cruz con la realizzazione di "Hunting Pollution", il più grande murales d'Europa, mille metri quadri in grado di ripulire l'aria come un bosco di trenta alberi. È stato inaugurato, lo ricorderete, il 26 ottobre scorso in via del Porto Fluviale, una delle più trafficate di Roma.