Aperta parentesi: «Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora». Lo scriveva Anna Frank, quando ancora non aveva la maglietta della Roma. La partita con il Crotone per noi comincia da qui. Chiusa parentesi.

La risposta è arrivata. Non tanto al Napoli quanto al Chelsea. A Torino, la Roma era chiamata a confermare la prestazione scintillante di Londra. E di fronte agli uomini di Mihajlovic, gli uomini di Di Francesco hanno fatto il loro dovere, vincendo forse anche in maniera più larga dello 0 a 1 finale. Perché se poi si riguarda tutto l'incontro non con l'ansia della diretta ma con la calma della vittoria raggiunta, si percepisce il controllo pressoché totale del match da parte della Roma, fatta eccezione per una manciata di minuti alla fine del primo tempo. Il tabellino alla fine ha detto che il Toro non ha fatto nemmeno un tiro nello specchio della porta giallorossa. Non è un caso. Perché nella Roma di Di Francesco comanda l'idea, che è quella della vittoria attraverso il gioco. La Roma a Torino ha vinto da squadra e il collettivo ha coperto prestazioni singole non sempre all'altezza del coro. Come Di Francesco comanda. E chiudendo per la seconda volta – la prima fu con il Verona in casa – il match senza lasciare all'avversario di turno un tiro nello specchio. In tutto lo scorso campionato solo una volta la Roma era riuscita a finire una partita senza tiri in porta subiti. Non solo. Dal 2012, anno del ritorno in Serie A dei granata, solo altre due volte il Torino non ha effettuato alcun tiro nello specchio in una gara di campionato.

Ora, il Crotone. La squadra dove Tumminello era andato per crescere. Un prestito in Calabria, con il segno di ripetere le gesta di Florenzi. Come Alessandro, anche il ginocchio del centravanti ha fatto crac. Ora, Tumminello è a Roma per curarsi. Tornerà in Calabria più forte. I due precedenti della Roma contro il Crotone in Serie A risalgono allo scorso campionato: due successi con sei gol fatti e zero subìti. Tre di questi li ha realizzati Dzeko:doppietta casalinga nel quattro a zero finale e gol allo Scida. Tra l'altro, la sfida d'andata dello scorso campionato è una delle tre occasioni in Serie A in cui il Crotone ha concesso più di tre reti in una singola partita. Le altre due risalgono a questo campionato, con le due cinquine patite con Atalanta e Sampdoria. In questo campionato, il Crotone ha raccolto un solo punto nelle prime quattro trasferte stagionali.

Prima della partita con il Torino, Di Francesco aveva definito la trasferta «più difficile di quella contro il Chelsea». I calabresi, invece, sono potenzialmente il peggiore avversario che potesse capitare ai giallorossi. Perché se la Roma vincesse avrebbe fatto il suo. Al contrario, qualsiasi altro risultato avrebbe il sapore del brusco ridimensionamento. È la quinta all'Olimpico, dove finora le cosenon sono andate un granché: due vittorie facili con Verona e Udinese e due sconfitte con tante recriminazioni (e cinque pali) con Inter e Napoli. C'è un dato che stona per la migliore difesa del campionato: la Roma ha subìto gol in sette delle ultime otto gare casalinghe di campionato, dove ha vinto solo quattro volte.

Nessuno sconto, quindi, e turn over ragionato. «A loro per il momento non rinuncio», ha detto Di Francesco ieri in conferenza stampa. Loro sono, manco a dirlo, Dzeko e Kolarov in versione Roger Mooree Tony Curtis di Attenti a quei due. Da loro sono venuti gli ultimi quattro gol della Roma. Se fare gol è il primo pensiero di Dzeko, le sorprese arrivano dall'ex City, le cui reti hanno già portato sei punti alla Roma. Il serbo è il difensore che ha contribuito con le sue reti a più punti per la propria squadra in questo campionato. Kolarov è l'unico giocatore ad aver già segnato due gol su punizione diretta nella stagione in corso: l'ultimo difensore a segnare più di due gol su punizione diretta in uno stesso campionato è stato Mihajlovic.