Conferenze Stampa

Gasperini: "Sorpreso dalle dichiarazioni di Ranieri. Mai mancata la fiducia della proprietà"

Alla vigilia di Bologna-Roma, il tecnico giallorosso ha presentato in conferenza stampa la partita contro gli uomini di Italiano, valida per il 34° turno di Serie A

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
24 Aprile 2026 - 13:57

Tra le tante notizie extra campo, con l'uscita dai quadri dirigenziali di Claudio Ranieri, la Roma domani giocherà per il 34° turno di campionato. I giallorossi saranno di scena al Dall'Ara di Bologna, per affrontare la formazione di Italiano, attualmente ottava.

Alla vigilia della partita, Gian Piero Gasperini è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni:

Le sue considerazioni sull'addio di Ranieri?

"Il comunicato evidenzia due cose a parer mio: la fiducia che non mi è mai mancata da parte della società, sin dal primo giorno. Da parte loro c'è sempre stato sostegno. L'altra cosa importante è che la Roma è davanti a tutto. Queste sono le due linee".

C'è qualcosa che l'ha più ferita delle parole di Ranieri?

"Non ho mai avuto la sensazione di questa situazione molto dura, non c'era mai stata in nessun incontro né con altri né personalmente. Mi ha sorpreso molto".

Lei disse che è dentro Trigoria che la Roma deve crescere. Si aspetta un salto di qualità? Da che punto di vista?

"Io non ho fatto nulla, punto. Non è la mia situazione successa con qualcuno. Non l'ho fatta io, non mi mettete sullo stesso piano. Non ho creato alcuna situazione contro nessuno. Sul crescere dentro Trigoria, dicevo perché è dove si fa calcio, dove si deve e dove spero di fare calcio, e dove io cerco solamente di fare calcio. Sono fuori da tutte le altre questioni e non ne parlo. L'unico obiettivo per me è quello, tutto il resto è al di sopra, dalla presenza di uno stadio sempre con così tanti tifosi, a anche voi che seguite queste vicende con così tanta passione. Ma vorrei che anche voi tornaste a parlare di calcio. Io di altro non parlo, non so più come dirlo. E non voglio essere messo in queste questioni, in cui sono stato tirato dentro. Io voglio parlare di calcio, e spero che anche voi come tutti possiate tornare a parlare di gioco, di squadra, di risultati, di ciò che si può fare per dare soddisfazione a tutta questa passione che c'è".

Può confermare il ritorno di Dybala? Solo due volte ha giocato con Malen, è questa la sua coppia di riferimento? Possiamo vederli dall'inizio o è presto?

"Dall'inizio mi sembra molto difficile, Paulo ha ricominciato in settimana dopo quasi 90 giorni. Dall'inizio lo escludo, per uno che rientra così dopo tanti mesi non è facile, speriamo a gara in corso ma ormai siamo sulla buona via, è più una questione di abitudine nel calciare, in queste situazioni".

Secondo lei le prossime cinque partite orienteranno il futuro di Dybala? Questo discorso è stato già affrontato in sede di programmazione?

"Intanto orienteranno molto il finale di campionato della Roma, quindi il fatto di averlo a disposizione ci dà maggior valore perché hanno giocato con Malen solo due partite, saremmo tutti curiosi e soddisfatti di vederli insieme e magari con qualcun altro, ma questa è la cosa più importante. Parlare di futuro oggi è difficile, si tende a parlare come fosse già finito il campionato ma mancano cinque partite, è una bella striscia. Sono 15 punti, tutti da giocare e io cerco in questo momento di tenere altissima la concentrazione della squadra sulle partite di domani. Dobbiamo affrontarle tutte con la volontà di fare più punti possibili".

Come si è arrivati dalla conferenza stampa di qualche mese fa con Ranieri a un comunicato molto duro in cui viene cacciato?

"Non lo so, le vicende sono sotto gli occhi di tutti, fine. Non è una cosa che mi sento di commentare. Ne sono stato fuori, non partecipo a questa macchina del fango ormai giornalmente attivissima, continuo a lavorare sulla squadra per cercare di far bene domani".

A livello di progettualità, per lei è possibile in Italia assumere il ruolo di manager all'inglese? Le piacerebbe farlo qui a Roma?

"Più che mai per me c'è bisogno di lavorare di squadra. Se chiediamo alla squadra di distinguersi per capacità dei giocatori di adattarsi ai ruoli, e di giocare, lavorare e raggiungere traguardi insieme, per il bene della squadra stessa, più che mai anche in sede di mercato l'allenatore deve fare il suo ruolo ma deve essere complementare col direttore sportivo. Oggi bisogna saper lavorare insieme, arrivo a pensare che ds e allenatore dovrebbero essere responsabili insieme del bene e del male di una squadra. Invece spesso è successo in passato che direttori sportivi parlassero con l'allenatore per poi andare da un altro a dire: "Tieniti pronto", e c'era un disguido incredibile. Credo che oggi anche le proprietà vadano coinvolte perché i numeri sono importanti, ci sono tante decisioni e la capacità di fare squadra è determinante. Bisogna capire le esigenze del mercato, le difficoltà eventuali dei direttori sportivi, e questi devono capire le esigenze degli allenatori per costruire delle squadre, per arrivare a ciò che loro chiedono sempre con un obiettivo unico, quello di migliorare la squadra. Credo ci sia sempre più bisogno di questo".

Lei con Massara è complementare? Si parla di una sua possibile uscita.

"Questo non lo so, di Ricky posso dirvi che è una bravissima persona ma posso dire che sotto l'aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere un feeling probabilmente. Sempre però riferito alla squadra, senza mai niente di personale, sempre e solo riferiti alle differenze che c'erano magari tra il mio modo di giocare e quello che poteva pensare. Ma sempre in questo senso e sempre professionali, mai personali. Il resto lo deciderà la società".

Quest'anno le è mancato parlare di calcio?

"Sì, bravo! Mi è mancato parlare di calcio, starei tutto il giorno a parlare di calcio. Anche con voi. Quando si parla di calcio mi fa sempre piacere. E poi è anche più piacevole".

Le è mancato anche dentro Trigoria?

"Beh, sicuramente sì. Per me non è mai abbastanza, lo ritengo fondamentale confrontarsi sempre. Ci si capisce anche di più. Non sono interessato a cose diverse. Io devo parlare di calcio, devo confrontarmi per cercare di migliorare la squadra".

Più volte ci ha detto che la Champions non è un obiettivo fissato dalla proprietà ma da lei insieme alla squadra, anche per un discorso di ambizione. Adesso, visti gli scenari, è subentrato invece un obiettivo minimo?

"No, non c'è, però noi guardiamo ancora avanti. Poi, quando non potremo più farlo, ci accontenteremo di altre cose".

Avete già iniziato a parlare della prossima stagione? Lei prima del marzo terribile della Roma aveva parlato della necessità di fare filotto, un filotto che però non è riuscito alla Roma, bensì alla Juventus. Visto che ora la Roma sta recuperando diversi giocatori e affronterà solo squadre che stanno sotto in classifica, sente che è arrivato il momento di fare filotto?

"Il momento è sempre buono, se ci riesci sei ancora in tempo ma man mano che passano le giornate il margine di errore diminuisce, non si può sbagliare sotto questo aspetto. Sul resto no, siamo ancora impegnati in questo campionato e lo saremo fino al 24 maggio, però è anche vero che quando lo riterrà opportuno la società bisognerà pensare al futuro".

Tornando al poco feeling tecnico con Massara di cui ha parlato, pensa che questo abbia rallentato la squadra? Come?

"Io rispetto sempre il lavoro. Non è che non fossi contento delle operazioni del direttore sportivo, ho sempre lasciato grande spazio. Se vedeva un giocatore e gli piaceva, per me poteva prenderlo, è il suo mestiere. Non c'è mai stata chiusura, ho sempre cercato, dal primo giorno, come poi sapete, di dire: "Rinforziamoci davanti, che questa è una squadra forte!". Non mi sembrava una cosa così straordinaria, ma molto comune per un allenatore nuovo, con un modo diverso di giocare. Su tutto il resto, non ho mai messo veti o cose, assolutamente. Non ho mai negato a nessuno il suo lavoro. Sull'attacco ho insistito, perché ritenevo che questa squadra avesse una buona base. Poi non è che non sia stato fatto, ma era il punto focale della mia richiesta: è una cosa così difficile da capire?".

Circa un mese fa ha parlato di errori grossolani e anonimi in fase difensiva: è migliorato qualcosa o ha visto le stesse lacune?

"No, la squadra è stata straordinaria nel complesso del campionato. Abbiamo avuto un periodo in cui farci gol era veramente difficile, eravamo una delle migliori difese, e abbiamo avuto poi un altro periodo. In un campionato intero ci sta, ma globalmente penso che il rendimento difensivo sia stato di assoluto livello".

Ricollegandoci al rapporto con Massara, nella penultima apparizione pubblica di Ranieri si è parlato della situazione Sancho. Lei ha appena detto che non ci sono state differenze di vedute con la direzione sportiva: ci dà la sua versione di questa storia?

"Non si è potuto fare, perché giustamente, giustamente, la proprietà non ha voluto".

Le ultime partite col Bologna sono state decisive purtroppo per la stagione della Roma: nel preparare la sfida di domani ha preso come riferimento le difficoltà di quelle due partite? C'è qualcosa di quel doppio confronto che le è rimasto in sospeso?

"C'è stato qualche errore, ma anche tante cose buone. Globalmente le due partite sono state buone, credo che abbiamo fatto globalmente anche di più. Abbiamo perso ai supplementari in un momento in cui la squadra ha fatto una partita molto buona, così come all'andata. Ci siamo trovati sempre a dover rimontare, anche nel ritorno, prima dall'1-0 e poi da 3-1. Per me sono state due prestazioni di livello, poi è arrivato il gol ai supplementari e ci sta. Il Bologna per me è un'ottima squadra, organizzata e con una panchina importante e abituata, perché l'anno scorso faceva la Champions. Ma di quelle due partite ricordo una Roma molto forte, come è stata molto forte nella partita con l'Atalanta. Nelle ultime prestazioni la squadra a me ha dato soddisfazione".

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