A 180 minuti dalla fine, la Roma ha ancora un obiettivo da raggiungere: conservare il settimo posto, l'ultimo valido per giocare in Europa l'anno prossimo. Finisse così la Serie A, infatti, i giallorossi sarebbero qualificati alla prima edizione della Conference League. La neonata competizione prevede un turno preliminare da giocare il 19 e 26 agosto e, allo stato attuale delle cose, vanterebbe la presenza di club come: Tottenham, Villarreal, Borussia Mönchengladbach e Marsiglia. A insidiare la squadra di Fonseca però c'è ancora il Sassuolo, distante soltanto due punti.

Per Pellegrini e compagni diventa fondamentale per la classifica, oltre che per il suo enorme significato naturale, il derby di domani sera contro la Lazio. Gli uomini di Inzaghi affronteranno nell'ultimo turno proprio il Sassuolo, che prima è atteso dalla trasferta in casa del Parma già retrocesso. Fermo restando che - come disse Rudi Garcia - "il derby non si gioca, si vince", al fine di strappare il pass per la Conference League alla Roma potrebbe bastare anche un pareggio, a patto di una vittoria sul campo dello Spezia all'ultima giornata. Quattro punti dovrebbero essere sufficienti, anche prevedendo due successi del Sassuolo. In caso di arrivo a pari punti, infatti, con gli scontri diretti in assoluto equilibrio - due pareggi - il criterio decisivo sarebbe quello della differenza reti che vede la squadra di Fonseca avanti rispetto agli emiliani con un +4. Un margine importante a due giornate dal termine, anche se sarebbe più prudente per evitare rischi dell'ultimo minuto, seguire l'aforisma di Garcia.