Conquista la vittoria. O meglio, la Viktoria. Questo chiede un coro recente della curva Sud e questo la Roma ha fatto. Tutto relativamente facile per la squadra in campo. Le nostre notti, quelle di coppe e di campioni sono tornate e la Roma, dopo l'arrendevolezza di Madrid che aveva certificato l'approccio sbagliato, questa volta non ha fallito l'impatto. Merito di una ritrovata fiducia degli uomini, ora possiamo chiamarli così, di Di Francesco, dopo che hanno «sistemato la testa». Ora il contesto è di nuovo unito, la squadra è insieme. E il pubblico? Quello c'è sempre stato. Sempre al fianco dei giallorossi. Sempre, anche in una serata in cui la giacchetta te la metti volentieri, anche in mezzo alla settimana e con i nuovi orari - disposti dall'Uefa per la Champions League 2018-2019 - non certo comodi, soprattutto per chi lavora. C'era l'esordio della Roma nella coppa dalle grandi orecchie, impossibile mancare. Una festa, in realtà, anche visto l'andamento della gara e la caratura di un avversario di rango inferiore (che comunque fa la Champions). Certo, sono arrivati un po' tutti di fretta, quasi all'ultimo, i tifosi della Roma. Qualcuno forse si stava ancora mettendo seduto quando Edin Dzeko ha aperto le marcature.

«Roma alé Roma alé, As Roma sosteniamo solo te, ti seguirem, ovunque andrai dai Roma non mollare mai». È il nuovo coro cantato a più riprese a inizio secondo tempo per la prima volta dentro la Sud (dopo alcune "prove" nelle settimane passate fuori dagli spalti). Un ambiente caldo, uno stadio che si è divertito e ha accompagnato ininterrottamente con canti la prestazione danzante degli undici, anzi quattordici, giocatori schierati da mister Di Fra. Il colpo d'occhio di una Tribuna Tevere delle grandi occasioni, a cui per essere piena mancava solo uno quadratino vicino alla Nord. Gli applausi, ogni qual volta venivano inquadrati dal tabellone luminoso il Dieci, Totti, lontano di posto ma vicino di cuore di capitan De Rossi, anche per lui ovazione dello stadio, quando è stato scovato dalle telecamere, seduto in tribuna vicino al papà Alberto, anche lui presente dopo la cocente sconfitta in Youth League della sua Primavera.

Voglio solo star con te, sì, ma tanti cori "vecchie maniere" (per capirci, del secolo scorso). Nel cervello soltanto la Roma. Un po' come al derby e nelle ultime partite casalinghe. «Quando al ciel si alzeran le bandiere», la curva, che ha «nel cervello soltanto la Roma» e dove i tifosi staranno «ad aspettar un tricolore giallorosso per gli ultrà», c'è e c'era anche ieri a guidare, come sempre, l'intero impianto, che ha ospitato ieri 41.243 spettatori paganti per un incasso pari a 1.885.007 euro. Oltre 34 mila i mini abbonamenti europei, record per la Roma, perché «noi ci siamo».