Quel 6 agosto del 2015 la frase più ascoltata da chi si trovava a Fiumicino a sfidare sole cocente e afa, era «Finalmente un centravanti in grado di risolvere le partite». O parafrasi varie. L'attaccante in questione era un certo Edin Dzeko, in procinto di sbarcare nella Capitale proveniente da Manchester (sponda City) e di essere salutato da migliaia di persone festanti. Come si conviene a un campione. E la previsione di quei tifosi in attesa messianica all'aeroporto si è rivelata più che appropriata. Cinque anni e cinque mesi dopo, il bosniaco è diventato Capitano e bomber principe, in grado di scalare la classifica all time dei cannonieri giallorossi fino al podio.

Le sue firme al momento sono 114 e la sensazione, supportata dai tre gol consecutivi realizzati nelle ultime tre giornate (4 nelle ultime 5), è che le cifre e i record debbano essere aggiornati ancora diverse volte in questa stagione. La sesta nella Capitale, scandita da un curriculum che sta lanciando il numero 9 nel ristretto alveo dei fedelissimi: 238 presenze sono un bottino mica da ridere, soprattutto per un giocatore straniero, approdato qui alla soglia dei trent'anni. Delle trecento reti messe a segno con le maglie dei club, oltre un terzo le ha regalate alla Roma. E le parole pronunciate al termine del match contro la Sampdoria, alla cronista di Dazn che gli chiedeva se gli intrighi di mercato che lo riguardano fossero finalmente chiusi, hanno avuto un suono dolcissimo alle orecchie dei romanisti: «Resto ancora qui», col sorriso smagliante di chi si sente davvero a casa.

Lo ribadisce la moglie ogni volta capiti occasione, parlando anche a nome dei pargoli cresciuti a Roma e legatissimi alla città. E quando si tratta di bambini, anche non suoi, Dzeko si scioglie e mostra tutta l'enorme sensibilità che lo contraddistingue. Lo ha già dimostrato in passato, ne ha dato ulteriore conferma ieri, incontrando a Trigoria il piccolo David, protagonista di un video diffuso qualche giorno fa che ha commosso tutti. Fra i regali sotto l'albero ha trovato il più ambito, la maglia del suo idolo con il numero 9 e la sua emozione è stata irrefrenabile e coinvolgente. Per lo stesso Dzeko, che si è presentato a David all'interno del "Fulvio Bernardini", regalandogli un'altra sua maglia, con tanto di dedica.

Ma la simbiosi totale con la piazza non sarebbe stata possibile se Edin non avesse legato a doppio filo il proprio nome a quello del club. Una serie infinita di prodezze quelle dispensate in giallorosso, che studiate nel dettaglio dimostrano - se ancora ce ne fosse bisogno - il peso specifico della valanga di gol realizzati a queste latitudini. Quasi mai fini a se stessi: 65 punti portati alla Roma, riducendo il calcolo alla mera sottrazione dei centri del bosniaco ai risultati della squadra.

In più altre 17 volte - pur non potendo essere contemplati dalla statistica - hanno sbloccato punteggi diventati poi più larghi del singolo gol di scarto. E ancora a margine dei punti fruttati, cinque volte le sue reti hanno permesso di superare turni a eliminazione diretta in coppa, che si trattasse di Champions, Europa Legue o Coppa Italia. Inoltre - a metà strada fra scaramanzia e dato concreto - delle 114 occasioni in cui Dzeko ha fatto esultare i tifosi romanisti, soltanto 9 si sono rivelate inutili a evitare la sconfitta a fine partita. Ma per esempio a Barcellona quel gol dell'1-4 è stato determinante ai fini della strepitosa rimonta nel ritorno.

Quando lui segna, c'è molto di concreto in cui sperare. Lo certifica il suo film con la maglia della Roma, fin dai titoli di testa, con quello stacco imperioso su Chiellini che vale la prima firma. E che firma, Juve battuta e Sud (l'ultima versione prima delle famigerate barriere) avvolta dal suo abbraccio. E in successione il derby d'esordio, nel primo dei tre centri equivalenti a due vittorie e un pari. O ancora, tutte le volte in cui ha punito le milanesi e il Napoli, spesso con autentiche perle. Tanto per ribadire che anche l'estetica può essere decisiva. Nel caso di Dzeko distribuita equamente in ogni forma possibile: testa, destro, sinistro (con cui ha forse pennellato i migliori capolavori, da Stamford Bridge al San Paolo, dalla tana del Torino alla prima post-lockdown con la Sampdoria). Di forza, d'istinto e di "rapina" anche, ma più spesso di classe. Con la tecnica di cui è in possesso il numero 9 giallorosso, non stupisce. Meno che mai la sua incidenza nei risultati di squadra, che oggi più che mai si identifica nel suo simbolo. Al di là delle cifre, è la sua voglia a dare la reale misura del peso di Dzeko. Massimo.

Tutti i gol di Dzeko in giallorosso (2015/2016-2016-2017). 
Il criterio per valutare i punti portati dai gol di Dzeko consiste semplicemente nel sottrarre al risultato della partita i gol realizzati dal bosniaco (una sua rete in una gara vinta 2-1 vale quindi 2 punti, una doppietta con lo stesso punteggio ne vale 3, in caso di pareggio il punto è uno). Nelle vittorie con più di una rete di scarto sono indicati col segno * i gol utili a sbloccare il risultato (ad esempio l'1-0 realizzato in una gara terminata 2-0). Nelle sfide di coppa a eliminazione diretta, ma senza veri e propri punti in palio, i gol di Edin determinanti per la relativa qualificazione sono indicati con il simbolo ®

Tutti i gol di Dzeko in giallorosso (2017/2018-2018/2019)

Tutti i gol di Dzeko in giallorosso (2019/2020-2020-2021)