«Gioca come se fosse il figlio di nessuno». Questa frase, apparsa su Voetbal International mesi fa, ci aiuta a entrare nel personaggio Justin Kluivert, promesso sposo della Roma, più di diecimila video. Avere un papà dal passato ingombrante alle proprie spalle ha spesso zavorrato il volo di giovani calciatori che sembravano destinati a una grande carriera, ma le prime due stagioni tra i grandi dell'attaccante sembrano di buon auspicio in ottica futura.

Nato a Zaandam (come Ronald Koeman), il 5 maggio del 1999, Justin ha dimostrato sin dai suoi esordi di non sentire la pressione di papà Patrick. Una vera e propria icona in casa Ajax, grazie alle 100 presenze e ai 56 gol realizzati, soprattutto quello che il 24 maggio del 1995 decise la finale di Champions contro il Milan. Una competizione che Justin non ha ancora mai giocato, se non a livello di preliminari (il doppio confronto con il Nizza che la scorsa estate premiò i francesi). Se tutto va come deve, lo farà in maglia giallorossa.

I primi passi

Entrato nelle giovanili dell'Ajax a nove anni, Justin ha sin da subito messo in campo una tecnica e una velocità fuori dal comune, che hanno trovato nella rinomata scuola olandese un terreno fertile dove crescere e svilupparsi. Nel luglio del 2014 è stato promosso nell'Under 17, mentre la chiamata in prima squadra è arrivata quando non era ancora maggiorenne. Il battesimo in Eredivisie c'è stato il 15 gennaio del 2017. Cinquantuno minuti più recupero contro lo Zwolle. Un mese dopo, il 16 febbraio, l'esordio in Europa League: tredici minuti nello 0-0 in casa del Legia Varsavia. Il 19 marzo, ancora diciassettenne, realizza il suo primo gol in campionato contro l'Excelsior, su assist di Hakim Ziyech, altro grande obiettivo di Monchi. La prima stagione tra i grandi si chiude con 20 presenze complessive, 2 gol e 5 assist.

Il rifiuto al Tottenham

Numeri incoraggianti che hanno fatto drizzare le antenne a numerosi operatori di mercato. Se non si fosse opposto al trasferimento per aver saputo tutto solamente a cose fatte, Kluivert Jr la scorsa estate sarebbe diventato l'ennesimo calciatore dell'Ajax a finire al Tottenham (gli esempi più recenti sono Sanchez, Eriksen e Vertonghen).

Durante le trattative per Davinson Sanchez, infatti, gli Spurs avevano raggiunto l'accordo anche per l'esterno d'attacco. Nonostante l'episodio, il ragazzo ha saputo tenere fuori dal campo il malumore, realizzando 11 gol e 5 assist in 36 gare. Nei giorni scorsi papà Patrick gli ha suggerito di rimanere un altro anno all'Ajax, ma lui ha già da tempo detto sì ai nostri colori. Un'altra dimostrazione di come l'etichetta di "figlio d'arte" gli stia stretta.