Ryan Friedkin è uno dei quattro figli di Dan. E probabilmente quello che ha più punti di somiglianza col futuro azionista di maggioranza della Roma. Il trentenne condivide col padre la passione per il cinema, diventata business con il padre Imperative Entertainment, fondata nel 2014. Ha collaborato, per esempio a "Lyrebird" con Guy Pearce, il film sulla vita del falsario Han van Meegeren, che guadagnò milioni di dollari vendendo quadri contraffatti ai nazisti. In quel caso, il padre Dan faceva persino il regista. La sua prima produzione è però "Hot Summer Nights", presentato al SXSW Film Festival nel 2017. I temi trattati e i diversi no incassati dalle case di produzione avevano dato al regista e sceneggiatore Elijah Bynum qualche difficoltà per trovare chi potesse produrlo. «Nessuno voleva farlo, credo spaventasse da un punto di vista di appetibilità commerciale. Poi è arrivata la Imperative Entertainment».

Il figlio di Dan ha raccontato come si approccia a lavori del genere e quella che probabilmente è la filosofia lavorativa: «Non ho esitato un attimo e poi con Elijah ci siamo trovati subito perché entrambi giovani», quando gli è stato chiesto quale fosse un consiglio per i registi e produttori agli inizi ha risposto: «Sii umile. Impara tutto quello che puoi. Credi nel tuo istinto». «La gente ha paura delle cose che non conosce e non ha ancora visto, preferisce potersi riferire a degli esempi», ha continuato facendo capire come insieme all'umiltà debba esserci anche quel quid di follia imprenditoriale. Quel che è certo è che dal padre ha ereditato anche la passione per il basket: non è raro vederlo al Toyota Center di Houston per tifare i Rockets con il collega e amico Gino Falsetto, quei Rockets che Dan aveva anche provato ad acquistare senza riuscirci.