Specialisti di Coppa: gli arrivi di Chris Smalling, Henrikh Mkhitaryan e Davide Zappacosta aggiungono esperienza europea in casa giallorossa, a dimostrazione del fatto che a Trigoria all'Europa League tengono molto. Tutti e tre hanno trionfato nella seconda competizione continentale per club. Non solo: ai "moschettieri" vanno aggiunti Federico Fazio (trionfatore ben due volte), oltre a Justin Kluivert e Nikola Kalinic che, pur uscendo sconfitti, hanno raggiunto la finale.

Il primo in ordine cronologico è proprio Fazio: con la casacca degli andalusi un totale di sette stagioni, riuscendo in breve tempo a conquistare la leadership della squadra diventandone il capitano. Con gli spagnoli, l'argentino conquista due volte l'Europa League (nel 2013-14 e - rientrato dal Tottenham - nel 2015-16). La prima finale, che mette di fronte al Siviglia il Benfica, si decide ai calci di rigore. Per il Comandante 90 minuti in campo, rimediando un giallo ma giocando un match di grande attenzione. Diversa invece, non solo per il risultato, la finale del 2015-2016 contro il Liverpool (sconfitto con il punteggio di 3-1): in quell'occasione il numero 20 giallorosso non scende in campo.

FutuRoma a Solna

C'erano tre futuri romanisti in campo alla Friends Arena di Solna il 24 maggio 2017, nella finale tra Manchester United e Ajax: Smalling, Kluivert e Mkhitaryan. L'olandesino, con la maglia dei Lancieri, disputa un buon torneo, ma in finale si accomoda in panchina: il tecnico Peter Bosz gli preferisce Younes e non regala neanche un minuto al figlio d'arte. Al termine dell'incontro, però, Justin si leva la soddisfazione di raccogliere i complimenti di Mourinho, che cerca di convincerlo a trasferirsi allo United: «Vieni da me», il messaggio dello Special One. Kluivert però decide di rimanere ancora un anno ad Amsterdam, prima di accettare l'offerta dalla Roma nell'estate 2018.

Serata di tutt'altro sapore per Smalling e Mkhitaryan, che quella sera conquistarono la Coppa: l'armeno, in particolare, fu protagonista della gara. Con i Red Devils in vantaggio di un gol (rete di Pogba con deviazione di Davinson Sanchez), "Micki" in avvio di ripresa si inventa una mezza rovesciata che raddoppia il punteggio e consegna virtualmente l'Europa League ai suoi. Al termine della sfida, Henrikh posa con il trofeo e - legata sulle spalle a mo' di mantello - la bandiera armena.

Mkhitaryan con l'Europa League conquistata nel 2017

Nelle foto della festa United c'è anche Chris Smalling, in campo per tutti i 90 minuti contro l'Ajax: l'inglese (in coppia con Blind) non concede praticamente nulla a Dolberg, Ziyech e compagni. Insieme, Smalling e Mkhitaryan conquistano anche il Community Shield e la Coppa di Lega, ma devono arrendersi al Real Madrid l'8 agosto 2017 nella Supercoppa europea: finisce 2-1 per i Blancos di Zidane, entrambi restano in campo per tutta la partita.

Chris Smalling insieme ai compagni del Manchester United posano con il trofeo dopo aver battuto l'Ajax nel 2017

Festa Zappacosta

Voluto a tutti i costi a Londra da Antonio Conte, Davide Zappacosta vive una buona prima stagione in Premier League. Con l'arrivo di Sarri ai Blues, però, il terzino destro di Sora trova poco spazio in campionato: ben più utilizzato invece in Europa League, dove totalizza dieci presenze, compreso un breve spezzone nella finale di Baku contro l'Arsenal. Una gara a cui avrebbe dovuto prendere parte anche Mkhitaryan, nel frattempo accasatosi ai Gunners: il fantasista però rinuncia alla sfida a causa delle tensioni tra Armenia e Azerbaigian ed è costretto ad assistere da casa al 4-1 con cui la squadra di Emery viene travolta dal Chelsea.

Davide Zappacosta con l'Europa League vinta nell'ultima edizione con la maglia del Chelsea

Nikola non basta

Tra le sorprese più recenti del calcio del XXI secolo c'è il Dnipro, formazione ucraina capace di raggiungere la finale di Europa League contro il sempre presente Siviglia. In attacco quella squadra schiera Nikola Kalinic, altro colpo last-minute di Petrachi: con il croato terminale offensivo, il Dnipro passa la fase a gironi (nel girone vinto dall'Inter) e fa fuori - tra le altre - Ajax e Napoli. La finale di Varsavia viene subito sbloccata dal croato, che al 7' insacca di testa su cross di Matheus. Gli andalusi però rimontano e alla fine trionfano per 3-2. Ora che è arrivato a Roma, l'ex viola potrà tentare di nuovo l'assalto alla Coppa che gli è sfuggita nel 2015. Ad aiutarlo ci saranno dei veri e propri specialisti.