AS Roma

Come da tradizione: Pisilli, nuovo figlio di Roma con la fascia

Niccolò capitano dopo il ko di Pellegrini. Una storia che va da Ferraris IV Fulvio Benardini, da Di Bartolomei a Conti; quindi Totti, De Rossi e Florenzi, fino al numero 7

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
22 Ottobre 2026 - 06:00

Figlio di Roma e capitano, in attesa di diventare bandiera. Niccolò Pisilli la fascia l’altra sera l’ha indossata soltanto per una quarantina di minuti, in seguito all’infortunio di Lorenzo Pellegrini. Però si è tolto la soddisfazione di celebrarla con il gol, subito dopo, che è valso il momentaneo 3-0 romanista. E poco importa che la fascia sia finita al braccio di Niccolò perché mancavano Cristante, Mancini, Dybala e Svilar: le 87 presenze in prima squadra, oltre alla lunga militanza nel settore giovanile, rendono il suo curriculum assolutamente meritevole. 

Da un romano all’altro, da Cinecittà a Casal Palocco, da Pellegrini a Pisilli. La tradizione che vuole i figli di Roma capitani di questa squadra è lunga, e risale giù fino agli albori del giallorosso, ormai quasi un secolo fa. Il 25 settembre 1927, nella prima gara ufficiale della sua storia contro il Livorno, la Roma fu guidata in campo da Attilio Ferraris IV, nato nel Rione Borgo, cresciuto nella Fortitudo, le cui spoglie riposano oggi nel cimitero del Verano. Un anno dopo Ferraris IV cedette la fascia a Fulvio Bernardini, originario dell’Esquilino, cresciuto a Monti, dicendogli: «A Fu’, tu sei er mejo, er capitano fallo tu». Nel 1929 però “Fuffo”, dopo un’espulsione per essere venuto alle mani con un avversario, restituì i gradi ad Attilio. 

Dopo di loro fu la volta di Amedeo Amadei, il “Fornaretto” di Frascati, capitano dal 1944 fino al 1948, anno del suo addio. Tutti e tre i loro volti comparivano nella splendida coreografia realizzata dalla Curva Sud in occasione del derby dell’11 gennaio 2015. I ritratti delle leggende erano accompagnati dallo striscione: «Figli di Roma, capitani e bandiere... questo è il mio vanto che non potrai mai avere», per sottolineare la distanza tra noi e quegli altri. Al loro fianco in Sud c’erano anche Agostino Di Bartolomei, indimenticabile capitano della Roma più forte di sempre, designato dal 1981 al 1984, ma guida già da prima; Bruno Conti, altro simbolo di quella grande generazione di talenti che vide emergere anche Francesco Rocca, purtroppo fermato troppo presto dagli infortuni. E dopo Brunetto il “Principe” Giannini, originario di Frattocchie, che ha portato la Roma negli Anni 90. Gli anni in cui si è imposto Francesco Totti: alla fine del 1998, Aldair mise idealmente la fascia al braccio del talento di Porta Metronia, che l’ha indossata per 19 anni. Quindi l’ha lasciata in buone mani, quelle di Daniele De Rossi, che da Capitan Futuro è diventato Capitano e basta. Com’era giusto che fosse, visto il suo attaccamento. 

Per un breve periodo la fascia passa al braccio di Alessandro Florenzi, quindi nel febbraio 2021 - in seguito alla lite tra Dzeko e Paulo Fonseca - il capitano designato diventa Lorenzo Pellegrini, proprio colui che la indossava martedì sera al momento dell’ingresso in campo. L’infortunio e le assenze hanno permesso a Niccolò di vivere una serata emozionante, in cui, come lui stesso ha dichiarato, «ogni minuto con la fascia è stato un’emozione». L’augurio che gli si può fare è che quell’emozione non venga mai meno, e che ci siano ancora tante occasioni per essere capitano.

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