Grazie Edoardo, eroe bello e buono, fragile e fortunato
Tutto questo è anche una vittoria personale, che ieri sera Bove mi ha ricordato e di cui lo ringrazio.
(GETTY IMAGES)
Domenica sera Rai Cinema mi ha invitato alla prima di «In un battito», e vorrei spendere qualche riga per ringraziare. Il documentario su Edoardo Bove è intenso, colto, ovviamente intimo, ma allo stesso tempo universale. Potrei perdermi nella retorica di quanto sia bello avere conferme quando gli eroi sono belli e buoni. La verità, però, è che quello che dimostra la pellicola, quello che dimostra Edoardo, quello che dimostrano le persone che lo amano, che lo hanno plasmato (e che intorno a lui si sono forgiate), è una storia di rinnovata educazione, prima ancora che di crescita. Una storia di educazione, perché quando muori, ma non del tutto, hai due scelte. Risorgere o commiserarti. E nel primo caso tornare in carreggiata, rialzarsi, è molto più difficile di quanto non lo fosse affrontare la vita prima del botto.
È un percorso che, per quanti aiuti tu possa avere, devi fare da solo: una strada tortuosa e complessa, alla fine della quale sblocchi solo un nuovo livello di consapevolezza, non la vittoria. Per questo, quello che vedrete in 90 minuti più recupero non è solo la storia di un uomo giovane e fortunato, come giustamente si definisce lui stesso, ma soprattutto un racconto che riguarda ognuno di noi. Riguarda tutte le teche che la vita ci ha inevitabilmente “crepato” e che dobbiamo avere la forza prima di mettere in sicurezza e, solo poi, di sostituire.«In un battito» andrebbe proiettato nelle scuole, fatto vedere alle giovani promesse che si perdono e anche a qualche giocatore che sta per appendere - o ha appeso - gli scarpini al chiodo. Dovremmo sentirlo insomma come un patrimonio collettivo: perché se oggi riusciamo a rivendicare l’importanza di curare le nostre fragilità senza vergogna, allora vuol dire che abbiamo fatto non pochi passi avanti. E tutto questo è anche una vittoria personale, che ieri sera Edoardo mi ha ricordato e di cui lo ringrazio.
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