Maturità per DDR, applausi per ElSha
La reazione dell'Olimpico: brividi Stephan, in Curva Sud c’è Ultimo
(GETTY IMAGES)
Tanta attesa e un pizzico di tensione per i tifosi della Roma alla vigilia di Roma-Genoa. Il rischio contraccolpo dopo la remuntada subita ad opera del Real Madrid soltanto martedì c’è e la squadra di Gasperini, che pure di solito reagisce subito e bene, stavolta è rabberciata. La preoccupazione si fonde con l’emozione del secondo ritorno d’autore all’Olimpico in pochi giorni. È quello di Daniele De Rossi, che ha dato «gloria» e fatto la «storia con questa maglia», come detto alla lettura delle formazioni dallo speaker dell’Olimpico (come avvenuto con Mourinho martedì scorso) per dar modo al pubblico di tributare un applauso particolare. Così come per El Shaarawy, il secondo ex di lusso della serata. Dal suo gol decisivo per la Champions giallorossa dopo sette anni e mezzo alla traversa colpita al 33’ del primo tempo con un gran tiro proprio verso la Curva Sud che rischia di far ricadere i romanisti nell’incubo.
A bordo campo, prima della partita c’è anche il grande assente, lo squalificato Malen, che è presente allo stadio per sostenere la squadra e per essere premiato dalla Lega Serie A come miglior giocatore del mese di questa stagione. In tribuna 66.797 spettatori (perché la Roma ha aperto il settore ospiti ai romanisti vista l’assenza di genoani), tra cui Corbin Friedkin, l’altro figlio di Dan, e - invece in Curva Sud, il cantautore romano e romanista Ultimo, immortalato dal nostro fotografo.
Momento d’amore al 64’, quando Stephan El Shaarawy lascia il campo e viene sostituito da Vitinha. Tutto lo stadio si alza in piedi per applaudire il Faraone di tante battaglie con la maglia giusta. Curiosità dopo il secondo gol della Roma realizzato da Lulli, si alza tiepido il coro “Daniele De Rossi eeeh oooh” dalla Curva Nord. Solo a 4’ dalla fine si aggrega anche la Curva Sud. Maturità e amore possono coesistere e, come ha detto DDR in conferenza stampa: «Ci si abitua a gestire le emozioni». Tanto è per i romanisti che hanno salutato uno dei figli di Roma, capitani e bandiere della storia della squadra della Capitale, battendolo ancora in casa (anche sua). Il gioco delle parti. Finisce con la Sud e tutto lo stadio che applaude convintamente la squadra per esser stata brava a sciogliere una prestazione che presentava qualche nodo di troppo. Poi, la testa a martedì, allo Slovan Bratislava nella notte di altre stelle Champions. Non c’è tempo per noi.
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