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Como-Roma, la forza è nel branco: con i tifosi, più di Mile

Su quel ramo del Lago di Como la sfida tra gli acchiappa-Inter. Gasperini prepara mosse e contromosse: potrebbe (ri)giocare con il 442

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
11 Ottobre 2026 - 06:00

Mancherà il numero uno, ma nella Roma, assicura Gian Piero Gasperini, conta il branco. Se non ci sarà Mile, quindi, toccherà a Pierluigi. Svilar out, Gollini in. E sarà così per diverse partite. Amen. Sempre in undici si gioca, e Gasp richiama alle armi: «A me ne bastano sedici di giocatori». Ma a giocare stavolta saranno pure i tifosi, pronti a riempire il settore ospiti senza alcuna distinzione di provenienza. Mille e non più Mile, verrebbe da dire. Per un Como-Roma che si giocherà all’ora di pranzo (calcio d’inizio ore 12,30, telecronaca esclusiva su Dazn, radiocronaca obbligatoria su Radio Romanista) e che mette in palio un primato mica male: chi vince si meriterà il titolo di acchiappa-Inter, la capolista che ieri è tornata in campo dopo la lunga sosta e ha impiegato mezz’ora per fare tre gol al Parma di Gilardino.

La reazione alle tre settimane di stop è la prima incognita per tutte le squadre del campionato: a chi avrà giovato, chi ne sarà penalizzato? Prima della sosta proprio Inter e Roma avevano fatto vedere anche nello scontro diretto della quinta giornata tutte le loro potenzialità. Il Como invece aveva parzialmente fermato la sua corsa contro il Frosinone. Ma la sosta è stata tosta e oggi si capirà chi l’avrà sfruttata meglio. Fabregas e Gasperini hanno visto notevolmente assottigliata la pattuglia dei giocatori a disposizione: 12 i nazionali romanisti andati in giro per il mondo, addirittura 15 per il Como. Di sicuro i due allenatori hanno avuto tutto il tempo di preparare la partita, e di buttare anche un occhio al tour de force che ora li attende: entrambi mercoledì avranno impegni importanti in Champions (il Feyenoord in trasferta per i lariani, il Real Madrid all’Olimpico i romanisti) e poi in campionato affronteranno le due squadre che si sono scontrate ieri a Marassi: il Genoa di De Rossi per la Roma (e un altro ritorno del figliol prodigo nella capitale, la Fiorentina per il Como).

Cesc e Gasp sono abituati a stupire, e provano spesso a sorprendersi l’uno con l’altro negli scontri diretti. L’anno scorso all’andata la Roma si mise in campo con una specie di 4-4-2 e spense ogni verve dei lombardi con pressioni alte e costanti, nella gara di ritorno il Como si mise a tre in difesa, salvo poi cambiare tutto nella ripresa, per poi andare a vincere grazie anche all’ingiusta espulsione di Wesley. A naso, e secondo le indiscrezioni della vigilia, Cesc stavolta non rinuncerà al suo sistema preferito, il 4-2-3-1 e anche stavolta Gasp potrebbe rispondere cambiando la struttura difensiva della squadra, magari allargando il duttile Pellegrini a sinistra (per questo dovrebbe essere favorito su Soulé e Mora), alzando a destra Lulli su Valle, e abbassando a sinistra (su Diao) Wesley, utilizzandolo praticamente da terzino sinistro di una difesa a quattro, con Hermoso e Ndicka su Paz e Douvikas, e Mancini a destra su Baturina. Ma poi chissà la partita che direzione prenderà. I bookmakers prevedono grande equilibrio: le quote medie per la vittoria di una squadra e dell’altra sono piuttosto simili (2.50 per il Como, 2,60 la Roma), mentre il pareggio garantisce tre volte e mezza la posta. Inusuale, soprattutto per la Roma, l’orario: l’anno scorso i giallorossi disputarono solo due partite alle 12,30, entrambe a settembre: sconfitta col Toro, vittoria con la Lazio. Il derby di ritorno invece si giocò alle 12.

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